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Il piano di Gozzi (Duferco) per riportare in Italia l’acciaio



Antonio Gozzi, vertice del gruppo siderurgico Duferco nonché docente di Bulk Shipping all’Università di Genova e azionista del gruppo armatoriale svizzero Nova Marine Carriers, detta la sua ricetta per incrementare in Italia la produzione di acciaio.

In un’intervista al Corriere della Sera l’imprenditore ligure racconta che “la domanda di acciaio è crollata soprattutto per i prodotti piani, indirizzati all’industria dell’auto e dell’elettrodomestico, già in grande sofferenza prima del lockdown. Sarà ora ancor più necessario fare attenzione al sistema di quote tra i Paesi produttori adottando misure di protezione adeguate se l’import di acciaio dall’Asia si sovrappone alla domanda europea fagocitandola”.

Gozzi ha aggiunto che negli ultimi due mesi “ha avuto un sussulto di vitalità la banda stagnata per gli imballaggi funzionale all’alimentare e al farmaceutico», ma la vera opportunità per far ripartire l’economia che crollerà in tutto il 2020 secondo lui è quella di “far rientrare le produzioni per stimolare la domanda di prodotti lunghi. Dobbiamo mettere a terra un grande piano infrastrutturale per il Paese spingendo l’edilizia e le costruzioni. In modo da trainare anche l’industria della trasformazione. Penso alle centine, ai tubi, ai tondini per cemento armato, alle travi per ponti e viadotti. Le aziende italiane sono adeguatamente patrimonializzate”. Una prospettiva di ripresa dei traffici di prodotti siderurgici come quella auspicata dal vertice di Duferco impatterebbe positivamente anche sulle movimentazioni portuali che in questo momento risultano in grande sofferenze in tutti gli scali tradizionalmente attivi in questo segmento d’attività. Oltre a ciò non aiuto la fase di stallo di Arcelor Mittal che non pare decisa a rilanciare con decisione l’attività negli stabilimenti ex-Ilva.

Un altro grande filone della siderurgia, ricorda Gozzi, è quello della cantieristica navale di cui Fincantieri è il principale committente per le grandi lamiere. Sul segmento della croceristica la domanda di nuove navi pare destinata a rallentare ma secondo lui potrà aiutare in generale la ripresa “un piano-Paese che stimoli il rientro delle produzioni agendo sulla leva del costo del lavoro anche se negli ultimi anni si è enormemente ridotta la forbice salariale con gli operai cinesi”.