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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Progetto per un nuovo terminal agroalimentare nel porto di Taranto



Riconvertire il II sporgente del porto di Taranto per la realizzazione di un hub agroalimentare: è questo il progetto strategico a cui guarda Confindustria Taranto per creare nuove prospettive e pensare al futuro in chiave propositiva.

Secondo gli imprenditori la ripartenza passa infatti attraverso i nuovi investimenti e la revisione dell’attuale modello produttivo con l’obiettivo di spingersi verso la riconversione produttiva di Taranto, partendo dalle peculiarità e dalle vocazioni del territorio.

“La classe imprenditoriale dirigente ha una missione. Progettare il futuro riappropriandosi degli spazi produttivi, sino ad oggi a pressoché esclusivo appannaggio del centro siderurgico, per restituirli alla città ed all’iniziativa economica, ricorrendo a risorse interne per fare impresa, sostenibile e ambientalizzata” sostengono da Confindustria.

L’hub dedicato all’agroalimentare sorgerebbe sul secondo sporgente dello scalo, delocalizzando le attività di movimentazione delle rinfuse solide svolte da AMI sul IV sporgente, quindi più lontano dalla città. Il collegamento, per la continuità produttiva, sarebbe comunque assicurato attraverso la realizzazione di nastri trasportatori in grado di consentire alla società l’utilizzo delle ulteriori infrastrutture portuali.
“È necessario che il territorio e le istituzioni facciano massa critica attorno a questo progetto” ha commentato il presidente di Confindustria Taranto, Antonio Marinaro. “Da questo potranno derivare nuove iniziative imprenditoriali e investimenti pubblici e privati partendo, ad esempio, dall’allungamento del IV sporgente, attraverso il quale si raggiungerebbe un miglior pescaggio”.
Dallo studio di fattibilità già realizzato emergono, oltre a quelli sopracitati, ulteriori punti di forza. L’Hub andrebbe a delineare, alle spalle del Molo San Cataldo, waterfront della città, un’inedita prospettiva di Taranto, raffigurando una identità industriale rinnovata nel rispetto e nella sostenibilità ambientale secondo Confindustria.

Il progetto è stato condiviso anche in sede di Autorità di sistema portuale e con il Comune mirato a far emergere le criticità ma anche le progettualità presenti nel periodo precedente alla cosiddetta fase due. Il progetto punterà inoltre, considerata la sua localizzazione, a utilizzare tutti quegli strumenti di politica industriale propededeutici all’attrazione degli investimenti messi in campo dal governo e dalla regione con la Zes e la Zona franca doganale.

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