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Spedizioni

Per l’a.d. di Dsv Panalpina nel post-Coronavirus i grandi spedizionieri avranno possibilità maggiori di crescita

Nel mondo post-coronavirus le catene di fornitura delle merci saranno più complesse, la domanda di spedizioni dall’e-commerce accelererà e gli spedizionieri più grandi continueranno ad aumentare la loro quota di mercato. Queste sono le previsioni per il prossimo futuro che Jens Bjørn Andersen, amministratore delegato di Dsv Panalpina, ha rivelato in un’intervista a Lloyd’s Loading […]

di Nicola Capuzzo
26 Maggio 2020
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DSV lavoratore e nave portacontainer

Nel mondo post-coronavirus le catene di fornitura delle merci saranno più complesse, la domanda di spedizioni dall’e-commerce accelererà e gli spedizionieri più grandi continueranno ad aumentare la loro quota di mercato. Queste sono le previsioni per il prossimo futuro che Jens Bjørn Andersen, amministratore delegato di Dsv Panalpina, ha rivelato in un’intervista a Lloyd’s Loading List.

La pressione finanziaria e i vari lockdown hanno aumentato il rischio di controparte per tutti gli stakeholder della catena logistica e secondo Andersen il desiderio di ridurre al massimo questa minaccia, abbinata a una progressiva adozione dei servizi di trasporto digitale, favorirà gli spedizionieri di grandi dimensioni e (teoricamente) con le spalle forti.

“Rispetto tutti gli operatori del nostro settore, ma abbiamo visto una tendenza molto chiara negli ultimi 6-7 anni in cui i maggiori spedizionieri hanno preso quote di mercato” ha dichiarato il numero uno di Dsv Panalpina. “Anche noi grandi ci sottraiamo quote di mercato l’uno dall’altro ma la tendenza generale è che i grandi investimenti che facciamo nella digitalizzazione e nella tecnologia aiutano molto i clienti. Tutto quello che noi investiamo in It gli spedizionieri molto piccoli e locali hanno difficoltà a farlo”.

Jens Bjørn Andersen ha poi aggiunto: “Il prodotto che offriamo è un prodotto migliore secondo quanto emerge dal trend del passato recente e penso che questa tendenza sia destinata ora ad accelerare. Si preferisce utilizzare uno spedizioniere o un fornitore sicuro in una situazione instabile come quella attuale. Non ci si può permettere di avere l’elemento negativo rappresentato dal rischio finanziario che si aggiunge a tutte le altre criticità con cui si ha già a che fare. Bisogna assicurarsi di lavorare con qualcuno che sia finanziariamente forte”.

Il vertice di Dsv Panalpina si dice perciò “felicissimo” che la sua azienda abbia “fondamenta molto solide. Abbiamo salvaguardato l’azienda per poterle permettere di sostenere anche scenari peggiori”.

Andersen si aspetta anche che nell’era post-coronavirus le catene logistiche diventino più complesse: “Molti clienti si sono chiesti come poter evitare in futuro di farsi cogliere di nuovo in una situazione in cui un paese chiude e si rimane sostanzialmente in un limbo”.

“Abbiamo visto – ha proseguito – durante la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina che paesi come Vietnam, Indonesia e Thailandia ne hanno beneficiato e penso che questo tipo di tendenza continuerà ad accelerare in futuro”. Tuttavia dice di non aspettarsi una delocalizzazione in massa da parte di aziende che servono i mercati europei e nordamericani.

A proposito poi dell’impennata dell’e-commerce negli ultimi mesi, diversamente da chi ritiene che per queste distribuzioni di prodotti il mercato sarà dominato da Dhl, Amazon, Alibaba, UPS e FedEx, Andersen ritiene che gli spedizionieri troveranno spazio per prosperare in questo segmento di business. “Questa tendenza non avrà un impatto negativo sugli spedizionieri. Al contrario, ci sarà una maggiore domanda per i servizi che offriamo ai nostri clienti. Supponendo che i prodotti provengano ancora dall’Asia, il mercato del trasporto in container sarà sempre lo stesso, con la stessa quantità di prodotti diretti verso l’Europa. È proprio quando arriverà in Europa che il prodotto e i servizi che offriamo ai clienti dovranno essere diversi, naturalmente. Invece di effettuare consegne ad alta velocità o consegne al dettaglio, faremo consegne direttamente ai consumatori, che è una proposta di business più interessante, un prodotto più complesso”.

Probabilmente, però, i margini di guadagno non saranno gli stessi. “Si guadagnano meno soldi, sappiamo tutti quanto sia economico farsi spedire le scarpe a casa, in pratica non si paga nulla. Ma si tratta comunque di un business ad alto volume d’affari. Questo è qualcosa che stiamo rafforzando notevolmente ora grazie al lancio della nostra piattaforma di e-commerce in un numero sempre maggiore di paesi” è la conclusione del numero uno di Dsv Panalpina.

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