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Levata di scudi e perfino una petizione online in supporto a Zeno D’Agostino

La notizia della sentenza con cui l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ha stabilito che Zeno D’Agostino non ha diritto a sedere sulla poltrona di presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Orientale ha innescato una vera e propria mobilitazione di imprese, professionisti e associazioni in suo favore. Raramente si è vista nel cluster marittimo-portuale italiano […]

di Nicola Capuzzo
5 Giugno 2020
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ZENO D’AGOSTINO

La notizia della sentenza con cui l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ha stabilito che Zeno D’Agostino non ha diritto a sedere sulla poltrona di presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Orientale ha innescato una vera e propria mobilitazione di imprese, professionisti e associazioni in suo favore. Raramente si è vista nel cluster marittimo-portuale italiano tanta coesione a difesa di un professionista da molti (quasi unanimemente) riconosciuto come persona competente e capace di rilanciare i traffici portuali a Trieste.

È perfino stata lanciata da Francesco Russo, esponente Pd nonché vicepresidente del consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, una petizione online diretta al Ministero dei trasporti che in poche ora ha superato il mezzo migliaio di firme digitale e che, seppure non abbia alcune valore, simbolicamente conferma quanto il lavoro di D’Agostino svolto nel capoluogo giuliano negli ultimi cinque anni sia stato apprezzato. Russo ha affermato: “Quando ho saputo della sua decadenza mi sono confrontato con il sindaco (di Trieste, ndr) Dipiazza e ho sentito immediatamente il Ministro De Micheli: mi ha assicurato che il Ministero delle Infrastrutture sta lavorando a una soluzione e sono fiducioso che verrà trovata in tempi brevi. Resta l’assurdità di una vicenda che si può riassumere così: la burocrazia, invece di premiare i decisori pubblici che lavorano bene decide di metterli alla porta con un cavillo. E questo non è accettabile”. Di tenore simile anche le parole espresse da Debora Serracchiani, vicepresidente del Partito Democratico ed ex presidente della Regione.

In attesa di capire come effettivamente intenda muoversi il dicastero romano che dovrà teoricamente nominare un commissario al suo posto per guidare l’ente, in meno di 24 ore diverse associazioni di categoria si sono espresse con note ufficiali o post sui vari social network in favore del vertice decaduto della Torre dei Lloyd.

Le associazioni di spedizionieri, spedizionieri doganali, terminalisti e agenti marittimi del Friuli Venezia Giulia, raccolti nella sezione territoriale di Confetra, hanno firmato una nota congiunta in cui sostengono che il futuro del Porto di Trieste e del sistema logistico regionale è messo a rischio dalla burocrazia. “Non entriamo nel merito della delibera” premettono gli stakeholder locali, ma aggiungono di essere “preoccupati dal serio rischio che provvedimenti amministrativi pur legittimi, ma miopi, possano vanificare il duro impegno profuso negli ultimi anni per rilanciare il nostro porto e il sistema logistico ad esso collegato”. Inoltre aggiungono: “Enormi investimenti a favore dello sviluppo dell’intero sistema portuale potrebbero subire disastrose conseguenze se si mettesse in discussione la validità degli atti siglati dall’Autorità portuale. Ci chiediamo, quindi, come sia possibile attrarre investimenti nazionali e internazionali con l’obiettivo di creare ricadute economiche e occupazionali sul territorio e anche in ambito nazionale dopo l’ennesima dimostrazione dell’incertezza normativa che caratterizza il nostro Paese. Questa incertezza ruba oggi il futuro del porto e della città di Trieste”.

Anche Assoporti ha manifestato “piena solidarietà e vicinanza” a D’Agostino che “con impegno e professionalità ha portato lo scalo di Trieste, al raggiungimento di importanti risultati, in un contesto in cui le Autorità di Sistema Portuale devono fare i conti con le difficoltà applicative e interpretative di una disciplina legislativa di settore particolarmente complessa” ha scritto l’associazione delle port authority. Che poi aggiunge: “Rileviamo la profonda preoccupazione per la continuità della gestione delle attività in corso in uno dei più importanti porti italiani che necessitano di un presidio amministrativo operante nel pieno delle sue funzioni. Auspichiamo, pertanto, che un’analisi ulteriore possa sciogliere ogni dubbio sulla legittimità della nomina del collega al fine di assicurare che la governance di un complesso sistema portuale possa essere salvaguardata”.

Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti ha affidati  Twitter un suo commento sulla vicenda: “La decisione ANAC sulla AdSP del Porto di Trieste è surreale ed eversiva. Intervenga il Governo: anche la pazienza del cluster marittimo italiano ha un limite”.

Luca Becce, presidente di Assiterminal ha affidato invece a Facebook la seguente riflessione sul caso: “È una follia assoluta. Si decapita una AdSP, si fa decadere il miglior presidente, per ragioni di natura formale, senza alcuna attenzione sugli aspetti sostanziali della vicenda, che rendevano molto chiare le condizioni di assoluta estraneità dalle questioni gestionali di Zeno. È sempre più difficile lavorare in questo paese, assumersi responsabilità, dimostrare generosità e passione. Voglio vedere se la politica, il Mit e la Ministra De Micheli tacerà di fronte a tutto questo”.

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