Il quotidiano online del trasporto marittimo

Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Nuovo minimo storico per il bond Moby crollato al 15% del valore d’emissione

Intorno al gruppo Onorato Armatori la tempesta sembra non placarsi. Seppure la compagnia di traghetti da diverse settimane si sia trincerata dietro un assoluto silenzio a proposito della ristrutturazione finanziaria e delle trattative avviate con istituti di credito e obbligazionisti, dalla borsa del Lussemburgo arrivano segnali poco incoraggianti.

Il valore del titolo obbligazionario emesso (300 milioni di euro in scadenza nel 2023) è infatti crollato oggi del 50% raggiungendo un nuovo minimo storico pari al 15% del suo valore di emissione. Una possibile spiegazione, ma certamente non l’unica e tanto meno la più convincente, potrebbe essere legata all’annuncio del gruppo che la pubblicazione della prima trimestrale del 2020, così come i dati sull’intero 2019, saranno posticipati secondo quanto prevede la legge e il massimo consentito è 180 giorni (6 mesi). Una notizia che evidentemente non è stata accolta favorevolmente dagli investitori finanziari anche perché fino ad oggi non sono emerse notizie positive sulle trattative per un accordo con i creditori sulla ristrutturazione del debito.

Così come, ma si parla sempre di ipotesi, potrebbe aver spaventato i creditori e gli investitori la notizia che il Gruppo Grimaldi abbia deciso di opporsi e di impugnare anche l’articolo del decreto legge Rilancio che prevede una proroga per dodici mesi (fino al 18 luglio 2021) dei contributi pubblici concessi a Tirrenia Cin (72 milioni di euro) per i servizi di continuità territoriale marittima fra l’Italia continentale le isole maggiori.

Oggi, infine, Moby ha annunciato l’aggiunto di oltre 60 corse in più fra Genova e Olbia con l’inserimento del traghetto Moby Drea nei mesi estivi e questo sembra essere un segnale che le prenotazioni sono in crescita per la compagnia.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY