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Economia

Oltre 120 miliardi persi nella blue economy italiana: lo dice il neonato Centro Studi BlueMonitorLab

Da 120 a 125 miliardi di euro. È questa la proiezione sul valore dei danni da Covid-19 che subirà in Italia la blue economy, vale a dire i comparti dell’industria, dei servizi, della logistica, dell’artigianato e del turismo riconducibili al fattore mare. Di questo conteggio non fanno parte le incognite che riguardano il portafoglio ordini […]

di Nicola Capuzzo
8 Giugno 2020
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Area riparazioni navali – T.Mariotti cantieri – porto Genova veduta aerea

Da 120 a 125 miliardi di euro. È questa la proiezione sul valore dei danni da Covid-19 che subirà in Italia la blue economy, vale a dire i comparti dell’industria, dei servizi, della logistica, dell’artigianato e del turismo riconducibili al fattore mare. Di questo conteggio non fanno parte le incognite che riguardano il portafoglio ordini di Fincantieri, nonché l’economia delle isole maggiori e minori che rischiano di pagare un prezzo elevato in termini di mancati introiti turistici.

Nel tradizionale cluster marittimo la classifica dei danni a causa di un vero e proprio azzeramento del fatturato è capeggiata dalle crociere che a fronte di una previsione di 13 milioni e mezzo di passeggeri, hanno già confermato nel primo semestre la perdita di 6 milioni 886 passeggeri, e la cancellazione di 2.709 scali nei porti italiani, ma difficilmente secondo gli esperti del settore il comparto potrà fornire segni di ripresa nella seconda parte dell’anno. L’impatto negativo sulle crociere dovrebbe risultare a fine anno pari a oltre 3 miliardi di euro.

Nel settore turistico (che per circa il 70% è in Italia turismo di mare), l’ipotesi a fine anno sarà di una perdita netta di fatturato fra i 55 e i 60 miliardi, con impatto sull’industria alberghiera, sulla ristorazione ma anche sugli stabilimenti balneari.

Azzerata sino a oggi anche la nautica da diporto, con porti deserti e con zero prenotazioni per il charter di grandi imbarcazioni da diporto e yacht, con la speranza che luglio e parte di agosto possano consentire di salvare parte della stagione.

Pesanti le conseguenze sui porti commerciali, che stanno perdendo (con le sole eccezioni di Gioia Tauro e Trieste) dal 20 al 30% del traffico anche nel settore dei container.

Al crack fino a 120-125 miliardi contribuiscono le conseguenze sulla pesca, che nel primo semestre ha segnato un crollo dell’80%, quantificabile in 1,5 miliardi di euro, ma anche l’abbattimento di tutte le attività di intrattenimento, l’artigianato e la moda legati al mare (che per ora registrano lo spostamento in avanti di almeno tre mesi nella stagione dello shopping), la gestione dei parchi marini e degli acquari.

Sull’industria cantieristica incombe il rischio crociere e quindi le capacità delle grandi compagnie del settore di riprendere l’attività almeno nella primavera 2021 con incidenza tutta da valutare sui contratti e le opzioni in essere per la costruzione delle 46 nuove navi da crociera che sono nell’orderbook di Fincantieri.

Queste indicazioni scaturiscono dalla prima elaborazione effettuata sui dati diffusi da 25 differenti associazioni imprenditoriali e da istituzioni relative alle conseguenze dell’emergenza virus sul fatturato 2020 dell’intera economia marittima. Lo studio di base è in fase di elaborazione da parte di BlueMonitorLab, che si candida ad essere una voce libera sulla blue economy, diventando da un lato un recettore di dati anche internazionali sul settore, focalizzando l’attenzione sui fenomeni in atto e candidandosi a svolgere un ruolo di fonte privilegiata di informazione per i media e la pubblica opinione, aggregando dati e rendendoli fruibili e comprensibili anche ai non addetti ai lavori.

Il Centro Studi BlueMonitorLab ruota oggi su un ristretto numero di ricercatori e collaboratori, fa perno su un Comitato promotore di esperti e opinion maker presieduto dal professor Giulio Sapelli, economista, esperto di geopolitica e docente all’Università Statale di Milano, annovera già la presenza di Gian Enzo Duci, docente universitario e presidente della federazione nazionale degli agenti marittimi italiani (Federagenti), di Francesco Parola, docente esperto di economia dei trasporti, Ettore Pollicardo, presidente del Gruppo Bureau Veritas Italia, Alessandro Laghezza, imprenditore innovativo nel comparto della logistica, Lorenzo Pollicardo, massimo esperto italiano di nautica e Diego Paltrinieri maggiore studioso italiano in tema di erosione dei litorali. È coordinato da Bruno Dardani, in passato giornalista inviato de IlSole24Ore.

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