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Fusione Psa – Sech: secondo l’AdSP “il potere di mercato di questi soggetti è squilibrato”

Rispondendo a una domanda di SHIPPING ITALY durante l’intervista web organizzata dal Propeller Club di Genova, il vertice di palazzo san Giorgio, Paolo Emilio Signorini, ha dedicato qualche riflessione anche all’imminente (pare) via libera alla fusione fra i terminal container Psa Genova Prà e Sech. Pur non sbilanciandosi sull’esito del prossimo comitato di gestione in programma il 30 giugno, Signorini ha detto: “Quello di Genova e Savona è un sistema portuale dove oramai ci sono un grande terminal semiautomatizzato a Vado Ligure, un grande terminal gestito da Singapore a Prà e un grande terminal in avvio operativo a Bettolo di Msc. La proprietà una volta era delle famiglie, ora a Vado ci sono Maersk e Cosco, a Prà c’è Psa e a Bettolo c’è Msc. L’operazione di cui si parla vede coinvolti due dei più grandi fondi infrastrutturali del mondo, l’inglese Infracapital e il francese Infravia”.

Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale ha infine aggiunto: “La parte buona di questa operazione è che se questi operatori globali hanno interesse per i nostri porti vuol dire evidentemente che abbiamo speranze fondate di poter mantenere e se possibile aumentare i traffici. La difficoltà è che quando tu devi negoziare con questi soggetti non è facile. Il potere di mercato è squilibrato perché possono assumere decisioni repentine, che portano a conseguenze estremamente rilevanti per un sistema portuale come il nostro. L’operazione è ora all’attenzione sotto tutti questi profili”.