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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

L’Ungheria è ufficialmente entrata nel porto di Trieste



E’ stato chiuso l’accordo che sancisce l’investimento da parte della società pubblica ungherese Adria Port zrt per lo sviluppo di un nuovo terminal multipurpose nel porto di Trieste. A vendere l’area di 320 mila mq situata a Noghere, la cosiddetta zona ‘ex Aquila’, sono state le società italiane Teseco e Seastock.

Masotti Cassella ha affiancato il governo ungherese nella chiusura dell’accordo. I venditori sono stati assistiti quanto a Seastok dal legale interno e da Lexint, e per Teseco dallo studio BP Legal e dallo studio Vietti e associati.

L’operazione, che prevede un investimento complessivo di 100 milioni di euro, tra acquisto, messa in sicurezza ambientale e sviluppo del progetto, era stata annunciata un anno fa ma richiederà diversi anni prima di concludersi completamente. Il porto di Trieste è stato preferito a quello di Koper per l’efficienza dei suoi collegamenti ferroviaria da e per le banchine.

L’accordo rafforza i rapporti dello scalo con il Centro-Est Europa per garantire uno sbocco via mare all’export di entrambi i paesi coinvolti. Obiettivo dell’Ungheria infatti è disporre di una piattaforma per l’importazione e l’esportazione capace di garantire l’accesso al mare entro 24 ore.

L’investimento comprende acquisto, messa in sicurezza ambientale e sviluppo del progetto nel porto di Trieste, e porterà alla realizzazione di un nuovo terminal multifunzionale. Lo sviluppo riguarderà la zona dell’ex sede dell’impianto petrolifero dell’Aquila, che comprende un’area da 320 mila mq.

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