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Zeno D’Agostino torna in sella alla port authority di Trieste (VIDEO)



Il Tar del Lazio ha dato torto all’Anac e ha riconfermato Zeno D’Agostino alla presidenza dell’Adsp di Trieste.

L’Autorità nazionale anti corruzione, aveva dichiarato l’inconferibilità dell’incarico di D’Agostino a causa del suo precedente ruolo di presidente di Trieste Terminal Passeggeri, società che gestisce l’attività turistica e crocieristica, detenuta per il 40% dall’Autorità Portuale stessa.

D’Agostino aveva fatto il pieno di solidarietà e a gran voce le comunità portuali nazionali ne avevano chiesto il ritorno alla guida dell’ente.

In una nota dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Orientale si legge: “La sentenza ha accolto soprattutto il primo motivo di ricorso, quello cioè nel quale veniva affermata la non applicabilità del divieto di conferire incarichi quando l’Ente che nomina (nella specie il Mit) è diverso da quello (l’AdSP) che aveva nominato Zeno D’Agostino quale presidente senza poteri di società partecipata dall’Autorità (la concessionaria Ttp). Il Tar ha escluso, smentendo l’Anac, che la norma sull’inconferibilità possa essere applicata estensivamente, confermando così le tesi sostenute dagli avvocati dell’Autorità”.

La port authority poi aggiunge: “Il Tar ha altresì rilevato che, in ogni caso, non erano stati esercitati poteri gestori dal presidente D’Agostino in Ttp, ciò rilevando anche ai fini di escludere l’altra lettura ‘estensiva’ della norma sull’inconferibilità pretesa dall’Anac e respinta senza esitazioni dal Giudice amministrativo”.

La sentenza rimette quindi Zeno D’Agostino nuovamente nella pienezza della carica e dei poteri. Come ha scritto il Tar, “il provvedimento con cui è stato conferito l’incarico di Presidente dell’AdSP al dott. D’Agostino era senz’altro legittimo”.

Assoporti, l’Associazione dei Porti Italiani, ha espresso la propria soddisfazione per
l’annullamento degli effetti della determinazione di Anac che aveva appunto sospeso dal proprio incarico il presidente D’Agostino.
L’Associazione si era costituita con ricorso ad adiuvandum, elaborato dal Prof. Avv. Stefano Zunarelli, ribadendo la non applicabilità delle previsioni di inconferibilità al caso in esame, e proprio così si è espresso il Collegio nel dispositivo della sentenza.
“La sentenza del TAR Lazio” ha sottolineato il Prof. Zunarelli, “contribuirà indubbiamente a rendere più sereni i soggetti sia italiani che soprattutto stranieri interessati a investire nei porti italiani, che sentono molto il bisogno di chiari punti di riferimento istituzionali”.
“Siamo soddisfatti che D’Agostino possa riprendere il suo ruolo e che sia stato fugato ogni dubbio sulla legittimità della nomina” ha commentato il presidente di Assoporti, Daniele Rossi. “Non possiamo che ribadire quanto sia vitale per la portualità la continuità della gestione delle attività nei porti italiani, che necessitano di un presidio amministrativo operante nel pieno delle sue funzioni. Confidiamo questo sia un primo passo per ristabilire serenità in tutti i porti italiani, in un momento così difficile per l’economia del Paese”.

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