• Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English
Il quotidiano online del trasporto marittimo

Il quotidiano online del trasporto marittimo

logo shipping italy
  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report
  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report
Il quotidiano online del trasporto marittimo

Il quotidiano online del trasporto marittimo

Navi

Autoproduzione: botta e risposta fra sindacati, Alis e Assologistica

È una specie di tutti contro tutti lo scontro a cui si sta assistendo in materia di autoproduzione delle operazioni di rizzaggio e derizzaggio dei carichi a bordo delle navi in porto. Regolamentata in maniera parecchio indigesta, a sentire le parti in causa. L’ultima levata di scudi in ordine di tempo parte da Alis, l’Associazione […]

di Nicola Capuzzo
1 Luglio 2020
Stampa
Eurocargo Brindisi (Grimaldi) loading – short sea shipping NC

È una specie di tutti contro tutti lo scontro a cui si sta assistendo in materia di autoproduzione delle operazioni di rizzaggio e derizzaggio dei carichi a bordo delle navi in porto. Regolamentata in maniera parecchio indigesta, a sentire le parti in causa. L’ultima levata di scudi in ordine di tempo parte da Alis, l’Associazione logistica dell’intermodalità sostenibile: “Alis esprime preoccupazione nei confronti degli emendamenti al disegno di legge di conversione del decreto Rilancio in materia di trasporto marittimo. Di fatto modificano l’articolo 16 della legge 84/94, introducendo specifiche autorizzazioni per l’esercizio delle operazioni portuali, da effettuarsi all’arrivo o alla partenza delle navi”. Lo dichiara il direttore generale di Alis, Marcello Di Caterina, riferendosi all’emendamento che inserirebbe l’articolo 199-bis, rubricato come Norme in materia di operazioni portuali. “Siamo contrari all’approvazione di queste modifiche, che non tutelano il diritto all’autoproduzione, garantito agli operatori economici, e quindi anche agli armatori” sostiene Di Caterina. Cosa non convince Alis? L’introduzione, nel testo dell’emendamento, dei nuovi requisiti per il rilascio delle autorizzazioni per l’esercizio delle operazioni portuali. “Questo – precisa Di Caterina – prevede che si possa procedere con l’autoproduzione solo nel caso in cui, in porto, non siano disponibili società autorizzate”. Inoltre, le autorizzazioni che oggi durano fino a quattro anni, andrebbero fornite a ogni toccata e sarebbero da richiedere entro dieci giorni rispetto alla data di presunto arrivo nave. Infine, il canone, oggi commisurato ai volumi di traffico, diventerebbe molto più oneroso perché commisurato al numero di scali, raggiungendo 1.500 euro a scalo per le navi oltre i 100 metri. “I nuovi requisiti sono veri e propri ostacoli all’istituto dell’autoproduzione, soprattutto per le navi impegnate nelle autostrade del mare con frequenze elevate” nota Di Caterina. Quello dell’autoproduzione è un boccone indigesto per tutti. Il cahier de doléance parte dal 28 maggio scorso, quando è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue, entrando in vigore pochi giorni fa, il Regolamento UE 2020/697 che riafferma: rizzaggio e derizzaggio sono da intendersi esclusivamente come operazioni portuali e non marittime. “Quello dell’autoproduzione è un problema che abbiamo da tanto tempo. Più volte da parte di alcuni armatori c’è stato il tentativo di scavalcare la funzione del lavoratore portuale per utilizzare i propri marittimi” spiega Mauro Scognamillo, segretario generale Fit Cisl Liguria. Quante volte, si chiede retoricamente Scognamillo, “abbiamo visto navi che arrivavano in banchina già completamente derizzate? Questo vuol dire che, in navigazione, i marittimi erano chiamati a derizzare le merci a bordo. Non possiamo accettarlo” chiosa il sindacalista. Boccone amaro da inghiottire anche per Uiltrasporti. Il segretario generale, Claudio Tarlazzi, non usa mezzi termini. “Gli armatori bocciano l’emendamento sull’autoproduzione perché vogliono un sistema portuale basato sullo sfruttamento dei lavoratori marittimi” dice. E rincara la dose: “È ora che anche nei porti dove viene praticata l’autoproduzione, spesso non osservando neppure le condizioni di legge, sia chiaro chi fa cosa. E che finisca subito lo sfruttamento dei lavoratori marittimi, che si devono sobbarcare il lavoro durante la navigazione e poi quello di sbarco/imbarco. È bene – aggiunge il segretario Uiltrasporti – che anche le istituzioni tengano conto del fatto che l’ipotesi di estendere l’autoproduzione squilibra gli organici dei porti, tagliando occasioni di lavoro per i lavoratori portuali, aumentando il ricorso alla cassa integrazione pagata dallo Stato”. Che sull’autoproduzione in ambito portuale servano regole chiare e condivise, è opinione anche del presidente di Assologistica, Andrea Gentile. “In alcune realtà portuali il ricorso all’autoproduzione da parte dei vettori marittimi, avvenuto al di fuori delle norme, ha determinato distonie tra diversi porti e pregiudizio per i lavoratori e le imprese” scrive Assologistica. Il rispetto delle norme, afferma Gentile, “è un elemento imprescindibile: se le regole non sono chiare vanno modificate migliorandole. In un momento emergenziale come questo ancora più importante garantire la corretta concorrenza tra i diversi attori”.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY

Attenzione: errori di compilazione
Indirizzo email non valido
Indirizzo email già iscritto
Occorre accettare il consenso
Errore durante l'iscrizione
Iscrizione effettuata
Market Report
Tutte le notizie
Alva Maersk al Vado Gateaway di Vado Ligure
Savona – Vado torna in vetta ai porti container italiani secondo la World Bank
Lo scalo (in assenza di Gioia Tauro) risulta il più performante, mentre restano in fondo alla lista big come Trieste,…
  • Banca mondiale
  • Cppi
  • porti container
  • Savona Vado Ligure
  • World Bank
4
Market report
11 Giugno 2026
Alphaliner market share container carrier
Nuovo record per Msc: ora controlla oltre il 21% della stiva di navi portacontainer
Secondo Alphaliner l'inseguitrice Maersk perde terreno. La compagnia di Aponte ha raddoppiato il suo market share dal 2010 a oggi
  • Alphaliner
  • capacità
  • Cma Cgm
  • container
  • maersk
  • market share
  • MSC
  • stiva
2
Market report
10 Giugno 2026
Sea-Intelligence capacità containr Gemini
Maersk e Hapag Lloyd spostano capacità di stiva container per crescere nel Mediterraneo
L'alleanza tra Maersk e Hapag Lloyd sta incrementando la capacità sulle rotte dall'Asia, dove raggiungerà a breve una quota di…
  • asia - med
  • container
  • Gemini
  • Hapag Lloyd
  • maersk
2
Market report
10 Giugno 2026
Cantiere cinese
Per navi Vlcc e portacontainer il boom di nuovi ordini non si ferma
Il rapporto fra commesse e flotta esistente tocca rispettivamente 26% e 38,3% ma l'ombra dell'eccesso di stiva non spaventa gli…
  • cantieri
  • navi
  • orderbook
  • portacontainer
  • Vlcc
3
Market report
9 Giugno 2026
Salerno_COSCO_LOU_4872 rimorchio – rimorchiatori – prua nave portacontainer
Nuovo balzo verso l’alto (+20%) dei noli container fra Cina a Italia
La peak season anticipata insieme ai surcharge spingerà le tariffe verso l’alto anche nelle prossime settimane
  • container
  • Drewry
  • Medio Oriente
  • noli
  • peak season
2
Market report
5 Giugno 2026
Il quotidiano online del trasporto marittimo
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English

© SHIPPING ITALY (Riproduzione riservata – All rights reserved)
Testata iscritta nel registro stampa del Tribunale di Genova n.608/2020 edita da Alocin Media Srl
Direttore responsabile: Nicola Capuzzo

  • Informativa Cookie
  • Informativa Privacy
  • P. IVA: 02499470991
Credits: Edinet s.r.l. - Pietra Ligure (SV)