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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Il Governo vuole fare felici anche Costa Crociere e le navi che operano nel cabotaggio

La norma ad hoc che consentirà a Costa Crociere di effettuare itinerari di viaggio fra porti nazionali usufruendo dei consueti sgravi fiscali e contributivi previsti dal Registro Internazionale (ma solo per le rotte che prevedono toccate in porti esteri) è stata approvata come Ordine del Giorno al decreto Rilancio e ha superato l’esame della Camera dei deputati. Possono (quasi) festeggiare anche gli armatori di traghetti e navi impiegate nel cabotaggio cui è stato concesso fino a fine 2020 di usufruire di sgravi contributivi altrimenti riservati solo alle navi impiegate su rotte internazionali. In un colpo solo, dunque, l’esecutivo riesce a soddisfare le richieste sia di Confitarma che di Assarmatori. Al momento si tratta di una sorta di raccomandazione a legiferare sulla materia da parte del Parlamento e potrebbe essere quindi il decreto Semplificazione la norma in cui verrà materialmente inserita questa previsione.

La notizia è stata resa noto proprio dalla Confederazione Italiana Armatori (Confitarma) che ha espresso “apprezzamento per l’ordine del giorno al Decreto Rilancio, presentato dai deputati Lorenzin, Navarra e Gariglio e approvato dalla Camera dei deputati che impegna il Governo a rispondere positivamente alle istanze presentate e sostenute con forza dalla Confederazione Italiana Armatori in materia di ripartenza delle crociere tra porti nazionali e riconoscimento di un concreto sostegno alle aziende operanti con navi iscritte nel Primo registro”. Curiosamente l’on. Gariglio è lo stesso firmatario dell’emendamento ‘anti-autoproduzione’ contro cui gli armatori di navi ro-ro e traghetti stanno battagliando su un altro fronte.

L’ordine del giorno che riguarda invece gli itinerari fra porti nazionali di Costa Crociere impegna espressamente il Governo in primis “a consentire – spiega sempre Confitarma – alle navi da crociera già iscritte nel registro internazionale italiano la possibilità di effettuare servizi di crociera che tocchino esclusivamente porti nazionali, fino al 31 dicembre 2020”. Oltre a ciò consentirà “alle imprese armatrici di tutte le unità iscritte nel Primo registro che esercitano attività di cabotaggio e di bunkeraggio marittimo, nonché adibite a deposito e assistenza alle piattaforme petrolifere nazionali, che non godono di alcun strumento di sostegno o ristoro per affrontare l’emergenza sanitaria, di essere esonerate fino al 31 dicembre 2020, dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali come previsto dalla legge 30 del 1998”. L’auspicio di Confitarma è pertanto quello che che il Governo adotti in tempi rapidi il provvedimento necessario per rispettare gli impegni assunti.