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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Lo shipping genovese annuncia la marcia su Roma per il 22 luglio

La data è quella del 22 Luglio 2020 quando da Genova partirà un corteo di camion, automezzi e pullman destinazione Roma, Montecitorio, Ministero dei Trasporti e ASPI (Autostrade per l’Italia, ndr), vogliamo arrivare con i camion sotto le finestre del Ministero per essere ricevuti ed ascoltati dal Ministro”.

Con queste parole si apre la comunicazione firmata dal neonato comitato ‘Salviamo Genova e la Liguria’ che vede riunite, in modo apartitico e apolitico, tutte le associazioni di categoria del mondo produttivo, dei servizi e del commercio al fine di “capire e di avere
risposte che tardano ad arrivare” sulla paralisi autostradale che la città e la regione stanno vivendo in queste settimane. Al comitato hanno aderito Spediporto, Trasportounito Liguria, Assagenti, Assiterminal, Confcommercio Genova, Confindustria Genova, CNA Genova e Liguria, Confetra Liguria, FAI-Conftrasporto Genova, Confartigianato Genova, Confesercenti Provinciale di Genova.

“Non sono più sopportabili i danni che sta subendo il nostro territorio, ormai quantificabili in miliardi di euro e non possiamo più assistere inerti all’isolamento della nostra città e della nostra Regione e alle pesantissime ripercussioni sulla vita economica e sociale del nostro territorio, già duramente provato da numerose e ripetute tragedie, senza una reazione di orgoglio e portare a Roma il nostro quotidiano dramma” è scritto in una nota appena diffusa.

Il comitato chiede al Governo, al Ministero dei Trasporti e ASPI risposte immediate per: “Ottenere il risarcimento urgente dei danni necessario per difendere la continuità economica e occupazionale del nostro territorio; ottenere un provvedimento di legge della massima urgenza che disciplini in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale le attività di ispezione ai fini della sicurezza sulla rete stradale e autostradale; definire un piano per attività di ispezione e manutenzione sulla rete autostradale ligure, articolato nel tempo, che consenta una utilizzazione del sistema infrastrutturale che non penalizzi l’intera economia regionale; attivare adeguate forme di comunicazione con cittadini e imprese al fine di fornire in tempo reale lo stato di avanzamento dei cantieri e i programmi di intervento previsti nelle settimane e mesi; costituire un tavolo di lavoro tra ASPI, MIT e rappresentanti del Comitato “Salviamo Genova e la Liguria” con lo scopo di individuare un recovery plan finalizzato a ridurre i disagi alla mobilità e alle attività produttive che si dovessero paventare a seguito del perdurare della situazione in essere, tenuto conto dell’intero sistema infrastrutturale”. A riprova di come genova e la Liguria si sentano ormai a tutti gli effetti isolate il comitato chiede anche il “riconoscimento della mancanza di continuità territoriale finalizzata all’ottenimento di finanziamenti pubblici e aiuti di Stato”.