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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

11 milioni per potenziare i binari verso il porto di Civitavecchia

Potenziamento delle connessioni ferroviarie tra porto e stazione di Civitavecchia necessarie alla realizzazione della piastra logistica dell’Italia Centrale. È questo l’oggetto dell’accordo “Sviluppo e sicurezza dell’infrastruttura ferroviaria nel porto di Civitavecchia”.

L’accordo è stato siglato questa mattina presso la sede della Regione Lazio, firmato da Francesco Maria di Majo, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale e da Andrea Telera, direttore territoriale produzione Roma di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane). In sostanza, si tratta di una serie di interventi finalizzati all’immediata riqualificazione e potenziamento della rete ferroviaria e allo sviluppo dei relativi traffici a servizio dei flussi di merci e passeggeri.

Più in dettaglio, gli interventi riguardano attività di manutenzione straordinaria finalizzate all’incremento della sicurezza del raccordo ferroviario di collegamento tra la stazione e il porto e la realizzazione di una stazione passeggeri in ambito portuale. Gli oneri economici e finanziari, stimati in circa 11 milioni di euro, saranno a carico dell’AdSP, previo ottenimento dei fondi da parte del Mit: l’istruttoria, peraltro, ha recentemente ottenuto il parere favorevole del provveditorato dei Lavori pubblici.

Secondo quanto previsto dal Piano nazionale della portualità e della logistica, l’accordo con RFI, soggetto attuatore del progetto, mira al miglioramento dei collegamenti ferroviari con il porto e l’integrazione dello stesso con il sistema logistico, con particolare riferimento ai collegamenti ferroviari di penultimo e ultimo miglio. “L’accordo di oggi definisce, finalmente, all’interno di un quadro giuridico chiaro, improntato su un rapporto di collaborazione sinergica, la destinazione e l’utilizzo dell’asset ferroviario di RFI nell’ambito portuale. In termini di competitività, per il porto di Civitavecchia l’infrastruttura ferroviaria è ormai cruciale per lo sviluppo di alcuni segmenti di traffico, soprattutto in esportazione”, spiega di Majo. Non solo. Secondo il presidente dell’autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, l’accordo crea le condizioni favorevoli per lo sviluppo dei traffici nell’area portuale, favorendo il trasporto intermodale di passeggeri e merci da e per l’ambito portuale. E saranno interessanti anche le ricadute occupazionali durante la fase realizzativa, visto che l’accordo è stipulato in sintonia con il vigente piano operativo triennale che, tra gli obiettivi a breve termine, prevede la messa in sicurezza del raccordo ferroviario di collegamento tra la stazione e il porto e la realizzazione di una stazione passeggeri in ambito portuale. “Questo progetto si inserisce nel contesto della costituzione della Zona Logistica Semplificata laziale il cui sviluppo passa anche da un elevato livello dei collegamenti, a basso impatto ambientale, dei porti di Roma e del Lazio verso la capitale e le aree industriali, gli interporti e i centri di distribuzione laziale”, aggiunge di Majo.

Tutto in perfetta sinergia con il progetto per la realizzazione dei nuovi fasci binari all’interno del porto che prevede una nuova deviata di collegamento con il terminal contenitori e quello dell’automotive. Il costo stimato di questi ultimi interventi è di circa 18 milioni di euro, a carico dell’AdSP nell’ambito del Piano di sviluppo del porto.

Gli interventi oggetto dell’accordo di oggi e le ulteriori opere di realizzazione di ultimo miglio ferroviario, insieme, hanno un costo di 29 milioni di euro: saranno realizzati anche grazie a contributi diretti, regionali, nazionali ed europei, e a mutui BEI. “Continuiamo a puntare sui progetti infrastrutturali che possono rafforzare il rapporto sinergico e funzionale tra i porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta e gli interporti e centri di distribuzione laziale, dando particolare attenzione ai vantaggi ambientali derivanti dal minor numero di chilometri percorsi rispetto all’utilizzo di altri porti nazionali”, conclude il numero uno di Molo Vespucci.

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