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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Fra Costa Bioenergie e AdSP prosegue la battaglia legale sull’accosto di gasiere a Chioggia

Il braccio di ferro legale fra Costa Bioenergie e l’Autorità di sistema portuale veneta sul nuovo deposito di Gpl del porto di Chioggia e il relativo ormeggio per navi gasiere prosegue.

Fonti di stampa locale, infatti, rivelano che, a seguito di una conferenza stampa indetta dal comitato ‘No Gpl’ congiuntamente al Comune di Chioggia, la società Costa Bioenergie, concessionaria del terreno di Val da Rio sopra il quale dovrebbe sorgere (secondo le intenzione del proponente) un nuovo deposito di Gpl, ha fatto sapere di aver presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto contro il provvedimento dell’Autorità di Sistema Portuale che nega all’azienda l’utilizzo di una banchina, la quale sarebbe sequestrata e quindi non nella disponibilità dell’ente che amministra il porto.

“A essere sequestrato invece è un cunicolo di raccordo, costruito anni addietro dall’A.S.Po., e che nemmeno servirebbe all’impianto” ha spiegato Pierpaolo Perale, dirigente di Socogas. “La banchina invece è nella disponibilità dell’Autorità Portuale, pertanto può concederne l’uso, a differenza proprio di quel cunicolo». Perale ha parlato anche dell’ipotesi pipeline, bocciata dal Ministero per le Infrastrutture, la quale consentirebbe al deposito di evitare la collocazione di un ‘braccio’ per il rifornimento dalle navi senza andare comunque in mare aperto.

A inizio giugno, su impulso sempre del Tar del Veneto, la port authority era stata invitata a rispondere alla domanda di concessione presentata un anno prima dal gruppo Socogas e dall’ente guidato da Pino Musolino arrivo un rigetto. Nelle motivazioni del diniego si spiegava che la banchina in questione, il cui potenziamento fu disposto dall’Azienda Speciale per il Porto di Chioggia della Camera di Commercio di Rovigo, non ha potuto essere demanializzata dall’AdSP né quindi affidata in concessione, perché l’opera risulta difforme da quella progettata. Motivo che ne ha quindi impedito il collaudo, portando invece al sequestro, tutt’ora vigente, da parte dell’autorità giudiziaria. Sequestro che, secondo il proponente del progetto riguardante il deposito di Gpl, non riguarderebbe però la possibilità di affidare in concessione la banchina d’attracco per le navi gasiere.

La port authority con una nota ha fatto sapere che il Tar ha negato la sospensiva del provvedimento di diniego formulato dall’Autorità di Sistema Portuale in merito alla domanda di concessione della banchina prospiciente all’impianto Gpl di Punta Colombi a Chioggia chiesta da Costa Bioenergie.

“Nel novembre 2019 l’Autorità aveva rigettato la domanda di concessione dell’azienda adducendo tra le motivazioni anche il mancato completamento del collaudo della banchina, la conseguente mancata acquisibilità a Demanio di tutta l’opera e la presenza di un sequestro stabilito dalla Procura della Repubblica su una porzione di banchina che risultava strategica per l’operatività di Costa Bioenergie” spiega l’ente presieduto da Musolino.  “Nella sua Ordinanza, il Tar dichiara che le eventuali ragioni del ricorrente potranno essere dimostrate nel corso della discussione di merito per cui viene fissata udienza pubblica nel mese di gennaio 2021”.