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Il Covid affonda i risultati di Saipem nei primi sei mesi del 2020

Il portafoglio ordini di Saipem ha raggiunto un nuovo massimo grazie alle importanti acquisizioni nel semestre appena trascorso per circa 4,8 miliardi di euro, mentre le attività sui progetti proseguono in uno scenario senza precedenti che ha fatto sentire i suoi effetti sui risultati operativi in netto rallentamento. In totale il portafoglio ordini è salito […]

di Nicola Capuzzo
29 Luglio 2020
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Il portafoglio ordini di Saipem ha raggiunto un nuovo massimo grazie alle importanti acquisizioni nel semestre appena trascorso per circa 4,8 miliardi di euro, mentre le attività sui progetti proseguono in uno scenario senza precedenti che ha fatto sentire i suoi effetti sui risultati operativi in netto rallentamento. In totale il portafoglio ordini è salito a 22,2 miliardi mentre i risultati hanno risentito in maniera significativa degli effetti della pandemia e del conseguente crollo del prezzo del petrolio.

Secondo quanto rivelato dallo stesso contractor il portafoglio ordini è cresciuto a circa 26 miliardi di euro (oltre 70% della porzione E&C non legato al petrolio) mentre i risultati economico-finanziari del semestre, con ricavi a circa 3,7 miliardi di euro (in calo da 4,5 miliardi dodici mesi prima), “riflettono lo slittamento di alcune attività concordate con i clienti, con i quali resta costante il dialogo, come anche con i fornitori, per sostenere la prosecuzione dei progetti e salvaguardare la salute delle persone”. L’ebitda nel periodo gennaio – giugno è stato pari a 271 milioni di euro (574 milioni di euro nel primo semestre del 2019), il risultato operativo (Ebit) è in rosso di 711 milioni di euro (da un utile di 262 milioni di euro al 30 giugno 2020). Il gruppo nei primi sei mesi ha chiuso con una perdita di 885 milioni di euro, mentre un nano prima l’utile era di 14 milioni.

Oltre a ciò Saipem ha fatto sapere che “proseguono le iniziative di efficienza avviate a valle della pandemia sulla struttura dei costi su molteplici fronti con un contributo atteso di circa 190 milioni di euro nel 2020”. Oltre a ciò è “confermata la riprogrammazione di investimenti tecnici previsti ora sotto i 400 milioni di euro”, così come sono stati registrati “impairment e svalutazione asset principalmente della divisione Drilling offshore per 669 milioni di euro”. In totale le svalutazioni ammontano complessivamente a 753 milioni.

L’amministratore delegato, Stefano Cao, ha commentato così: “Nonostante il contesto economico generale fortemente condizionato dalla protratta crisi sanitaria, le attività di esecuzione dei nostri progetti nel mondo sono proseguite, pur tenendo conto dei limiti alla mobilità, della riprogrammazione di alcune attività e della priorità di garantire la salute delle persone. Il backlog è solido – sensibilmente accresciuto durante questo difficile periodo – e la liquidità consistente, ulteriormente rafforzata dalla nuova emissione obbligazionaria di inizio luglio”.

A proposito delle prospettive di business per il 2020 Saipem fa sapere che lo “scenario di mercato permane caratterizzato da forte incertezza sulle prospettive economico/finanziarie a causa dell’epidemia Covid-19, ancora in corso su scala globale, e delle incertezze sulla domanda di petrolio e gas e dei relativi servizi. Come conseguenza, nel corso del periodo i piani di investimento delle oil companies sono stati sensibilmente ridimensionati. Pur essendo l’anno in corso ancora impattato dal Covid-19, il portafoglio ordini da eseguirsi nella seconda parte dell’anno garantirà il mantenimento nel secondo semestre dei medesimi volumi raggiunti nel primo”.

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