Il quotidiano online del trasporto marittimo

Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

I soldi a fondo perduto del Recovery Fund sono un’occasione storica

Contributo a cura di Bartolomeo Giachino *

* presidente Saimare

 

L’Italia appare più interessata a vedere come andranno le prossime elezioni regionali e il prossimo referendum del 20 Settembre che a discutere su come utilizzare le grandi risorse che l’Europa, che sente il rimorso di averci affibbiato nel 2011-2012 un’inutile quanto pesante politica di austerity, ci ha dato.

Pensare che se riuscissimo a ricavare dagli 82 miliardi a fondo perduto lo stesso risultato che De Gasperi e i suoi governi riuscirono ad avere dai soldi a fondo perduto del Piano Marshall recupereremmo sino a 30 punti di PIL e soprattutto dopo potremmo avere un ritmo di crescita annuo importante.

Ovviamente non tutti gli interventi danno lo stesso risultato, le opere ad esempio sono molto più importanti delle operette, anche se la Vedova allegra non è male.

Stiamo vedendo quanto siano importanti per la nostra economia le esportazioni. Gli effetti dei tanti lockdown stanno infatti penalizzando la crescita della economia globale e di conseguenza la crescita della domanda di trasporto risulta più contenuta.

Mi stupisce il silenzio delle tante Associazioni dei trasporti e della logistica quando invece sarebbe stato utile un confronto tra il frastagliato mondo dei trasporti e della logistica che quanto più si divide, meno conta.

Eppure investendo nei porti e nelle reti di trasporto ferroviarie europee, reti Ten, il nostro Paese avrebbe finalmente la occasione per diventare il perno logistico del Sud Europa, porta naturale verso l’Europa e verso l’Africa, il Medio e l’Estremo Oriente.

Nuova Diga al porto di Genova, ultimazione del Corridoio Mediterraneo (Tav), ultimazione Genova – Rotterdam, Brennero, corridoio Adriatico – Baltico, daranno luce alla più Grande Area Logistica del Sud Europa. Un’area che potrebbe attirare investimenti esteri che negli ultimi anni sono molto calati.