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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Più capacità e più navi metaniere in vista per il rigassificatore offshore di Rovigo

Adriatic Lng, la società partecipata da ExxonMobil (70,7%), Qatar Petroleum (22%) e Snam (7,3%) che gestisce il rigassificatore offshore di Rovigo, ha in programma di espandere la capacità di rigassificazione dell’impianto dagli attuali 8 miliardi a 9 miliardi di metri cubi/anno. Lo rivela Staffetta Quotidiana spiegando che la società ha presentato il progetto lo scorso agosto al Ministero dell’ambiente evidenziando che intende conseguire l’incremento esclusivamente con modifiche dell’operatività, senza interventi impiantistici e restando al di sotto degli scenari emissivi già autorizzati. Precisazioni, queste, giustificate con la volontà di evitare una nuova procedura di Valutazione di impatto ambientale.

Ricordando che dal 2018 l’impianto è abilitato alla ricezione di grandi metaniere fino a 217.000 metri cubi di portata, Adriatic Lng spiega che l’incremento sarà reso possibile da un maggior numero di navi che scaricheranno ogni anno presso il terminale e utilizzando in continuo alcuni equipaggiamenti, che oggi svolgono funzione di ‘back up’, consentendo così di raggiungere un sendout rate di 26 milioni di metri cubi ogni giorno invece degli attuali 21,7 milioni. Per ciò che riguarda le più grandi metaniere in grado di ormeggiare al rigassificatore sono attualmente abilitate a operare due navi di analoga portata (la Tembek e la Al Bahiya rispettivamente da 211.000 e 206.000 metri cubi) e sono già tre le discariche da loro effettuate presso l’impianto (la prima lo scorso giugno seguita da altre due a luglio e agosto).

In prospettiva dell’incremento di capacità del terminale Adriatic ipotizza quattro scenari di incremento del traffico marittimo fino a un massimo di 103 navi convenzionali all’anno, oppure di 68 navi di grande taglia, oppure 80 navi convenzionali più 15 Large Scale, oppure ancora 90 convenzionali e 8 Large Scale.

Sempre a proposito del rigassificatore offshore di Rovigo, fonti di stampa legale nelle scorse settimane hanno reso noto che il Tar Lombardia ha rigettato il ricorso di Bp Energy Europe volto a ottenere l’annullamento delle delibere dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) in ordine al meccanismo delle aste per il conferimento della capacità di rigassificazione. A fondamento del ricorso vi era una lamentata disparità di trattamento in quanto, secondo Bp, il nuovo quadro regolatorio mirerebbe a garantire ai nuovi utenti prezzi per il servizio di rigassificazione inferiori a quelli pagati dagli utenti che hanno stipulato contratti a lungo termine prima dell’adozione delle nuove norme, quali proprio Bp nell’ambito di un contratto decennale con Adriatic Lng.

La sentenza ha confermato la legittimità del meccanismo delle aste che mirano ad adeguare la valorizzazione della capacità conferita al reale valore di mercato del gas al fine di favorire una maggiore liquidità del mercato e un utilizzo più flessibile della risorsa del gas naturale liquefatto, determinando, in ultimo, un decremento degli oneri per il sistema. Dall’altro lato, il TAR ha altresì affermato la legittimità della decisione dell’Arera di mantenere un sistema differenziato per i contratti a lungo termine, posto anche che, diversamente, l’Arera terminerebbe per ingerirsi nel rapporto negoziale, assegnando nella sostanza i vantaggi tariffari delle aste a un soggetto che non vi partecipa.

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