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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Iumi: La ripresa del mercato assicurativo navale è più forte del Covid-19

Sebbene i premi assicurativi in campo marittimi si siano rivelati stabili a livello mondiale, alla tradizionale conferenza annuale di Iumi (l’Unione Internazionale delle Assicurazioni Marine) il presidente dell’Ocean Hull Commitee, Rama Chandran, è parso molto ottimista sulle prospettive di ripresa del mercato. “Il nostro Facts & Figures Committee ha riportato nel 2019 un totale di 6,9 miliardi di dollari di premi globali nel marine, un dato che rappresenta un aumento molto contenuto dello 0,2% rispetto all’anno scorso. Tuttavia, ci sono stati recentemente segnali di un più significativo sviluppo del mercato e sono fiducioso che il settore della navigazione oceanica sia ora su un percorso di crescita, anche se l’attuale ritmo di ripresa rimane debole” ha detto Chandran.

“Stiamo iniziando – ha proseguito – una risalita partendo da un punto molto basse ed economicamente insostenibile, dove il nostro settore ha subito perdite tecniche sulle sottoscrizioni di premi quasi ogni anno dal 2005. Fondamentalmente, abbiamo un divario sempre più ampio tra una quantità crescente di tonnellaggio assicurato e un potenziale di raccolta premi a livello globale in diminuzione. I numeri di Iumi per il 2019 mostrano invece che i premi a livello mondiale si sono ormai stabilizzati e, sebbene il divario rimanga, non si sta allargando così rapidamente come succedeva prima”.

Chandran ritiene vi siano ragioni per essere cautamente ottimisti perché i numeri del 2019 non tengono ancora conto della contrazione dell’offerta di sottoscrizione nel mercato marine che ha iniziato a far sentire i suoi effetti solo dalla fine dell’anno scorso e inizio del 2020. Ciò è stato particolarmente sentito nel mercato londinese, dove i Lloyd’s hanno deciso di ritirare una serie di marine syndicates.

Parallelamente Iumi sottolinea anche che il mercato assicurativo nel navale deve fare i conti con una flotta mediamente sempre più vecchia e meno ‘pregiata’, con prezzi per le nuove costruzioni più bassi che in passato. Una riduzione complessiva del valore degli attivi avrà un impatto diretto sui premi.

Secondo Chandran, anche l’impatto del Covid-19 dovrà essere attentamente monitorato. L’utilizzo di navi in alcuni settori d’attività si è ridotto in modo significativo e ciò si è tradotto in un numero di sinistri insolitamente basso, ma questo effetto potrebbe essere di breve durata. “La situazione del coronavirus ha reso difficile per gli armatori commissionare ispezioni a bordo, assicurarsi pezzi di ricambio ed eseguire la manutenzione ordinaria. Una volta che la situazione si sarà normalizzata, è probabile che assisteremo a un forte aumento dei reclami per sinistri di frequenza” ha affermato il presidente dell’Ocean Hull Commitee.

“In generale – ha proseguito – le perdite totali si sono ridotte in tutti i tipi di naviglio e questa è una notizia estremamente positiva, ma stiamo ancora assistendo a un numero preoccupantemente elevato di gravi incendi a bordo, in particolare sulle navi portacontainer e – all’inizio di quest’anno – su una car carrier e un Vlcc”.

Chandran ha infine evidenziato i problemi legati alla conformità a Imo2020. Mentre i danni causati dal cambio di carburante sono stati in gran parte eliminati, c’è stata una notevole preoccupazione per l’aumento dei danni al motore a seguito dell’accettazione di bunker off-spec a basso tenore di zolfo. Gli armatore sono stati sensibilizzati su questo problema dagli assicuratori.

La conclusione di Chandran sul comparto delle assicurazioni marittime è comunque positiva: “Il mercato delle navi ha operato in modo insostenibile per molti anni ed è ora ad un livello tale che i premi copriranno solo le attritional losses. Sebbene il Covid-19 abbia introdotto ulteriore incertezza nel nostro settore, stiamo osservando segnali di ripresa del mercato”.

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