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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Dalla Culmv – Paride Batini un grido d’allarme e un appello sul crollo del lavoro nel 2020

“Calano il numero delle navi in transito nel porto (- 20%), le tonnellate di merci (- 17.8%) e il totale dei container movimentati (- 13.8%), crolla il numero dei passeggeri (-60.5%), praticamente azzerate le crociere (- 87.9%). Cala anche il numero delle giornate lavorate dai soci della Culmv P. Batini. Nonostante la nostra attività sugli scali non sia mai stata interrotta, nemmeno nei momenti più duri della pandemia, nel corso del 2020 arriveremo a perdere circa 50 mila giornate rispetto all’anno scorso”. Con queste parole il Consiglio dei delegati Culmv P. Batini lancia l’allarme sul decremento di lavoro con cui deve fare la storica compagnia portuale del porto di Genova.

“Bastano questi numeri a spiegare chiaramente le nostre preoccupazioni, ma ancor più ci preoccupa che l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale non abbia ancora risolto i nodi centrali a tutela della continuità aziendale della Culmv. Nei tempi brevi devono essere definiti l’adeguamento tariffario e la chiusura del bilancio 2019, l’adeguamento dell’accordo di investimento (SFP) anche a fronte del piano di risanamento che va avanti” prosegue la nota. “In questo momento difficile per il porto, sono necessari una regia e un arbitro imparziale per ricercare le soluzioni atte a dare continuità e solidità a un modello di organizzazione del lavoro che negli anni ha significato un punto di forza per le imprese e i lavoratori del nostro scalo”.

I delegati della Culmv ritengono “che non sia più rinviabile il confronto tra l’AdSP, i terminal operators, la Culmv e le organizzazioni sindacali per affrontare e superare questo momento. Ma – si domandano – c’è qualcuno a Palazzo San Giorgio che sia in grado di raccogliere questo allarme ed evitare un grave pregiudizio all’operatività portuale?”.

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