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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Avvicendamento marittimi: sindacati segnalano problematiche su 10 navi italiane

Negli ultimi due mesi il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e le associazioni di categoria degli armatori (Confitarma e Assarmatori) si sono riuniti diverse volte (4 ad agosto e 9 a settembre) per affrontare congiuntamente il delicato tema dell’avvicendamento degli equipaggi a bordo delle navi battenti bandiera italiana. Da diversi mesi, infatti, causa restrizioni e chiusure di confini imposte dall’emergenza Covid, molte navi hanno a bordo marittimi che sono andati ben oltre (in taluni casi quasi raddoppiandoli) i periodi massimi di imbarco previsti dagli accordi sindacali. La notizia è che a questi tavoli di confronti i grandi assenti erano proprio i sindacati confederali dei lavoratori.

Lo si apprende da una nota che Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno inviato al dicastero guidato da Paola De Micheli, e per conoscenza ad altri ministeri, lamentando proprio il fatto di non essere stati fino ad oggi convocati né ascoltati su una materia che più di ogni altra riguarda proprio i lavoratori impiegati in imbarchi internazionali.

Nella missiva si lamenta anche il fatto che specifici protocolli riguardanti le attività crocieristiche sono stati stesi senza il contributi odei sindacati. Tutto ciò nonostante da marzo Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti abbiano più volte firmato accordi di proroga sulle previsioni contrattuali che hanno consentito di mantenere ‘ in regola’ la situaizone ed evitare “il totale blocco delle attività marittime”.

La nota di sindacati menziona poi problematiche su alcune specifiche situazioni che riguardano alcune navi italiane dove gli equipaggi sono a bordo da troppi mesi oltre i limiti consentiti: la Mba Giovanni (della flotta Michele Bottiglieri Armatore), Nave Doricum (F.lli d’Amico), Antonella Lembo (Fertilia), Mc Iblea, Mc Maritea e Mc Zefirea (Calisa), Grande Torino, Grande Roma, Grande Dakar e Grande Angola (Grimaldi Group).

I sindacati concludono la loro nota specificando che “le questioni relative agli avvicendamenti del personale marittimo potranno ritenersi concluse solo quando tutto il personale possa vedersi riconesciuto il proprio diritto all’avvicendamento in sicurezza, così come previsto dal Ccnl, senza alcuna necessità di firma di ulteriori proroghe”.

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