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Enel dice addio al carbone a Fusina, Civitavecchia, Spezia e Brindisi: 800 esuberi nelle aree Power Generation e Trading

La chiusura, prevista già dal prossimo anno, delle centrali elettriche Enel a carbone di Fusina (Venezia), La Spezia, Civitavecchia e Brindisi “determinerà un esubero di circa 800 lavoratori”. È quanto ha comunicato la stessa Enel lo scorso 14 ottobre ai sindacati Filctem, Flaei e Uiltec in un incontro nell’ambito del quale è stato definito un nuovo accordo quadro di regolamentazione di scivoli e prepensionamenti per l’area d’attività Power generation. “L’accordo siglato” si legge in una nota dei sindacati, “si inserisce in un contesto nel quale la produzione nel settore elettrico sarà caratterizzata da una trasformazione di tale rilevanza che definire epocale può risultare perfino riduttivo”. Con particolare riferimento al mondo della produzione, le scelte industriali e i conseguenti programmi di decarbonizzazione determineranno, con esclusione della Sardegna, la progressiva cessazione entro il 2025, dell’attività produttiva.

“La fase già avviata di progressiva chiusura dell’attività produttiva – prosegue la nota – ha evidenziato la necessità, per il comparto di Power Generation e Trading, di definire un accordo quadro di regolamentazione la cui prima ma non unica finalità è quella di accompagnare alla pensione nel periodo 2021-2024 i dipendenti che matureranno i requisiti pensionistici nei 4 anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro sulla base di esperienze che sono già state avviate con gli accordi sindacali sottoscritti nel 2013 e 2015”.

Le parti hanno inteso finalizzare l’accordo quadro “anche alla ricollocazione all’interno della Power Generation dei lavoratori che non potranno accedere all’isopensione non avendone i requisiti previsti dalla legge”. I sindacati sottolineano che “formazione e riqualificazione professionale costituiscono leve indispensabili e necessarie per consentire interventi mirati di gestione del turn over e a tale scopo vengono inoltre previste nuove assunzioni di giovani, nella misura di 170 unità nel periodo 2021-2024. Per i lavoratori che continueranno a lavorare in Enel la mobilità geografica e professionale costituirà un ulteriore strumento per consentire una adeguata ricollocazione nelle attività del Gruppo. Sarà essenziale il supporto di adeguati percorsi formativi di riqualificazione professionale e aggiornamento delle competenze che si rendono necessarie per affrontare i cambiamenti e le innovazioni tecnologiche in atto”.

Oltre l’accordo quadro sono stati sottoscritti anche gli accordi attuativi delle società inerenti l’applicazione dell’articolo 4 che sono: Enel Global Thermal Generation, Enel produzione, Enel Green Power, Enel Global Trading.

Nessuna menzione, per il momento, alla nuova diversificazione nella logistica con la neo costituita Enel Logistics.

Le organizzazioni sindacali hanno espresso anche la necessità di avviare un confronto complessivo sui problemi e sulle prospettive dell’intera filiera della produzione elettrica poiché già oggi si registrano forti criticità organizzative che richiedono soluzioni all’altezza dei mutamenti e delle trasformazioni tecnologiche presenti e future.

“Dal quadro che emerge – conclude la nota – si intuisce che solo un alto livello di relazioni sindacali, al centro e più in particolare sui posti di lavoro, consentirà di gestire questa complessa fase senza precedenti”.

Le quattro centrali menzionate nella nota dei sindacati (La Spezia, Fusina, Civitavecchia e Brindisi) sono, non a caso, quelle su cui si concentra l’attenzione nel breve periodo di Enel Logistics per una possibile conversione dei carbonili o comunque delle superfici a terra per un uso ad attività di logistica delle merci.

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