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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

I terminal passeggeri dei porti italiani chiedono supporto finanziario dal ‘Decreto ristoro’

Confetra e Assiterminal hanno inviato una lettera al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, oltre che ai componenti delle commissioni trasporti e bilancio di Camera e Senato, per evidenziare il grave contesto in cui operano i terminal portuali passeggeri che versano in una situazione di evidente crisi per effetto dello stop alle crociere dovuto all’emergenza Covid. “Il decreto attuativo sulla riduzione dei canoni concessori (art.199 del decreto 34/2020) non è ancora stato emanato mentre le AdSP chiedono il pagamento dei canoni concessori. Non vi sono criteri o modalità uniformi neppure nei confronti di aziende a fatturato pari a zero” dicono Assiterminal e Confetra. “Sarebbe più che auspicabile, diciamo quasi ‘naturale’ che questa rappresentazione trovasse una sua adeguata collocazione almeno nelle misure del prossimo provvedimento ribattezzato Decreto ristoro”.

Le due associazioni di categoria hanno anche predisposto una serie di proposte di misure strutturali per il settore “che escano dalla logica della ‘narrativa’ emergenziale per consentire all’industria della portualità (cosa diversa dall’apparato burocratico amministrativo che dovrebbe governarne lo sviluppo) di avere regole chiare, uniformi, di sviluppo sui temi del regolamento concessioni, riequilibrio economico finanziario, lavoro, investimenti (coerenti con i principi del Next Generation Eu, coerentemente con quanto presentato già ad agosto) che confidiamo trovino una loro ‘dignità’ nella prossima legge di bilancio”.

Questa riportata di seguito è la Proposta di provvedimento normativo per “decreto novembre” a favore dei terminal portuali passeggeri funzionali al mercato crocieristico:

“In merito a quanto già abbiamo provato a promuovere nel cd decreto agosto, siamo a sottolineare la grave e persistente situazione in cui si trovano le aziende terminaliste che hanno concessioni portuali funzionali ai servizi crocieristici. La situazione del mercato crociere è evidente a tutti e ciò impatta drasticamente anche sulla tenuta dei terminal portuali che operano in detto ambito. Mentre il mercato del cabotaggio (traghetti impiegati in traffici di linea nazionali e/o internazionali) ha visto con la stagione stiva una ripresa – seppur lieve – che ha comunque generato un calo vs il 2019 inferiore al 40%, il settore crocieristico non sta di fatto ripartendo e la recrudescenza della pandemia sta ulteriormente diminuendo le già poche prenotazioni: mentre il settore dei traghetti nel cd “decreto agosto” ha trovato una misura di compensazione vs il calo dei ricavi, il settore dei terminal
(presso i quali transitano i passeggeri) non è stato preso in considerazione.
Dalle nostre rilevazioni risulta che la contrazione dei traffici crociere vs il 2019 sarà superiore al 90% con aumento di costi (per le poche aziende operative) dovuti alle misure di sicurezza intraprese

Passeggeri Crociere anno 2019: nr. 12.000.000
Passeggeri crociere previsione 2020: nr. 850.000
Ricavi Terminal passeggeri crociere 2019 circa € 90.000.000
Ricavi Terminal passeggeri previsione 2020  € 5.000.000

Proposta 1)

In considerazione del calo dei traffici passeggeri nei porti italiani derivanti dal protrarsi dell’emergenza Covid-19, è istituito un fondo con una dotazione iniziale pari a 40 milioni di euro, a favore dei soggetti concessionari portuali di Stazioni Marittime e di quelli svolgenti servizio di supporto ai passeggeri che abbiano subito una riduzione dei ricavi superiore al 60% nel periodo compreso tra l’1 marzo 2020 e il 31 dicembre 2020 rispetto a quanto registrato nei medesimi periodi dell’anno 2019. Le risorse sono distribuite dal Ministero Trasporti ed Infrastrutture, previa relazione tecnica del ministero medesimo, in misura proporzionale alla riduzione del fatturato, su istanza del concessionario interessato che deve allegare una relazione economica comprovante la suddetta riduzione.

Relazione illustrativa

La suddetta previsione normativa istituisce un fondo per le Stazioni marittime che hanno perso traffico passeggeri nel periodo compreso tra il 3 marzo 2020 e 31 dicembre 2021. Il fondo ha effetti meramente compensativi ed ha la finalità di riequilibrare il piano economico finanziario dei concessionari in modo da poter riprendere le relative attività in completa sicurezza anche favorendo gli investimenti di carattere sanitario all’interno dei terminali.

Proposta 2)

In considerazione del calo dei traffici passeggeri nei porti italiani derivanti dal protrarsi dell’emergenza Covid-19, è istituito un fondo con una dotazione iniziale pari a 40 milioni di euro, a favore dei soggetti concessionari gestori di Stazioni Marittime che abbiano subito una riduzione dei ricavi superiore al 60% nel periodo compreso tra l’1 marzo 2020 e il 31 dicembre 2020 rispetto a quanto registrato nei medesimi periodi dell’anno 2019. Le risorse sono distribuite dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in misura proporzionale alla riduzione del fatturato tipico, su istanza del concessionario interessato che deve allegare una relazione economica comprovante la suddetta riduzione.

Relazione illustrativa

La suddetta previsione normativa istituisce un fondo per le Stazioni marittime che hanno perso traffico passeggeri nel periodo compreso tra il l’1 marzo 2020 e il 31 dicembre 2020 rispetto a quanto registrato nei medesimi periodi dell’anno 2019. Tenuto conto che l’impatto della pandemia sui traffici passeggeri nei porti ha comportato un decremento di ricavi complessivo superiore al 95% per il 2020 vs il 2019 e che, allo stato le previsioni per il 2021 non fanno intravvedere una ripresa adeguata. Il fondo ha effetti meramente compensativi ed ha la finalità di riequilibrare il piano economico finanziario dei concessionari in modo da poter riprendere le relative attività in completa sicurezza anche favorendo gli investimenti di carattere sanitario all’interno dei terminali.

Vi pregheremmo pertanto voler tenere in considerazione detta misura a tutela di un settore particolarmente in difficoltà, stante anche l’ulteriore difficoltà a trovare nelle ADSP interlocuzioni efficaci.”

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