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Mediterranea Navigazione cede la Excalibur e prepara la ristrutturazione del debito

La società armatoriale Mediterranea di Navigazione timonata da Paolo Cagnoni si prepara a sacrificare una nave per ‘liberarsi’ del fondo d’investimento Sc Lowy come creditore. Secondo quanto appreso da fonti di mercato, la shipping company ravennate ha appena firmato un accordo con la società olandese Anthony Veder per cederle, al prezzo di circa 11 milioni […]

di Nicola Capuzzo
3 Novembre 2020
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La società armatoriale Mediterranea di Navigazione timonata da Paolo Cagnoni si prepara a sacrificare una nave per ‘liberarsi’ del fondo d’investimento Sc Lowy come creditore.

Secondo quanto appreso da fonti di mercato, la shipping company ravennate ha appena firmato un accordo con la società olandese Anthony Veder per cederle, al prezzo di circa 11 milioni di dollari, la nave gasiera Excalibur. Più precisamente si tratta di una ethylene / Lpg carrier da 4.500 metri cubi di capacità costruita nel 2012 dal cantiere vietnamita Bach Dang shipyard Haiphong.

Paolo Cagnoni, amministratore delegato di Mediterranea di Navigazione, a SHIPPING ITALY conferma la “finalizzazione di un accordo per la vendita della nave Excalibur” e la contestuale chiusura dell’esposizione debitoria con Sc Lowy (fondo che a sua volta aveva rilevato a sconto il credito controllato dalla banca Bper Banca) tramite un’intesa che viene definita datio in solutum. La shipping company romagnola è stata assistita da Kpmg come advisor economico e dallo studio Chiomenti per le questioni legali. “Tutta l’operazione dovrebbe giungere a compimento a inizio dicembre” ha precisato Cagnoni.

Mediterranea di Navigazione viene da due esercizi non facili finanziariamente perché nel 2019 i ricavi avevano sfiorato i 50 milioni (56,1 milioni il fatturato) ma il margine operativo era risultato in rosso per 45 milioni di euro a causa in particolare di svalutazioni sul valore della flotta per 44 milioni. Il risultato netto era dunque in rosso per 62,2 milioni di euro, a fronte di una perdita invece più contenuta, pari a 10,9 milioni, nel 2018. Oltre a ciò i debiti verso le banche ammontano a 121 milioni di euro (sui 126 milioni complessivi) mentre il patrimonio netto della società è negativo per 52,5 milioni. La flotta è composta dalle seguenti 10 navi di proprietà: dalla bitumiera Black Shark, dalle etileniere King Arthur ed Excalibur, dalle altre navi cisterna Normanna, Ottomana, Saracena, Barbarica, Cosmo, Sveva e Shogun.

Dal bilancio 2019 si apprende infine che la famiglia Cagnoni, con il supporto dei propri advisor, ha studiato negli ultimi mesi un paio di operazioni per cercare di risollevare le sorti e di rilanciare Mediterranea di Navigazione. Una prima ipotesi, che però per varie ragioni non sembra percorribile, prevedeva un’operazione di ristrutturazione dell’indebitamento finanziario con l’investitore olandese Atb Bank.

La seconda ipotesi, che invece ha ottime probabilità di concretizzarsi, vedrebbe l’intervento dell’investitore finanziario Illimity (la banca guidata da Corrado Passera) che si è detto disposto e interessato a una ristrutturazione del debito di Mediterranea “sia mediante acquisto dei crediti bancari in denaro, sia mediante l’assegnazione delle quote di un costituendo fondo comune d’investimento che sarà gestito da Illimity Sgr Spa”. Questa soluzione porterebbe contestualmente alla ristrutturazione dell’esposizione finanziaria e all’esdebitazione della shipping company ravennate. La cessione della nave Excalibur è parte integrante, in quanto propedeutica, alla concretizzazione di questo piano di turnaround dell’azienda.

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Anthony Veder takes small gas carrier from Mediterranea di Navigazione

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