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Economia

Pubblicato dal Mit il primo rapporto periodico su logistica e trasporti in Italia

Ram Logistica Infrastrutture e Trasporti S.p.A. e la Struttura tecnica di Missione per l’indirizzo strategico, lo sviluppo delle infrastrutture e l’Alta sorveglianza, bracci operativi del Ministero Infrastrutture e Trasporti, hanno elaborato Connecting Dots, uno strumento di informazione ed analisi integrato sugli andamenti congiunturali e strutturali dei trasporti e della logistica, anche in relazione agli andamenti […]

di Nicola Capuzzo
4 Novembre 2020
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Porto Ravenna veduta aerea

Ram Logistica Infrastrutture e Trasporti S.p.A. e la Struttura tecnica di Missione per l’indirizzo strategico, lo sviluppo delle infrastrutture e l’Alta sorveglianza, bracci operativi del Ministero Infrastrutture e Trasporti, hanno elaborato Connecting Dots, uno strumento di informazione ed analisi integrato sugli andamenti congiunturali e strutturali dei trasporti e della logistica, anche in relazione agli andamenti dell’economia del Paese.

Secondo quanto annunciato dal Mit il Bollettino periodico su logistica e trasporti è rivolto a decisori politici, tecnici ed esperti, stakeholder del settore, ed è strutturato in tre macro-sezioni, incentrate sull’analisi degli andamenti macroeconomici, trasportistici, ed un’ultima parte dedicata all’analisi di atti e studi di interesse nel comparto dei trasporti, della logistica e delle loro interazioni.

Il primo numero del rapporto mette in luce il forte differenziale di crescita del PIL registrato in Italia nel periodo 2009-2019 rispetto agli altri paesi dell’Unione Europea (+2,4% in Italia contro, ad esempio, il +21,4% della Germania), identificando nell’andamento delle esportazioni nazionali la componente che ha consentito di mantenere un sentiero, sebbene modesto, di crescita del paese. Di fronte a tale stasi macroeconomica del paese, nello stesso arco temporale si è registrata tuttavia una crescita consistente del traffico passeggeri e soprattutto merci. Un decoupling rispetto al Pil di tutte le modalità di trasporto, particolarmente visibile nel cargo aereo (che cresce 21,5 volte il Pil), nel segmento ro-ro (fattore 15,8), nel trasporto aereo (fattore 20,3) e ferroviario passeggeri (fattore 8,9).

Il documento analizza anche le conseguenze della prima fase dello scoppio della crisi pandemica SARS-CoV-2, in cui il Pil italiano è calato del 12% rispetto al primo semestre 2019 e con previsioni di ripresa nel 2021 non in grado di bilanciare il pesante calo annuo stimato per il 2020 (-9%). Nel corso dei primi sei mesi dell’anno, peraltro, si è osservato una generale tenuta dei volumi di traffico del comparto merci, che ha garantito approvvigionamenti alle unità produttive ed ai consumatori finali nei circa tre mesi di lockdown. Nel primo semestre 2020, infatti, il calo del traffico stradale (-20,8% su rete autostradale e -16,8% su rete Anas), il calo delle movimentazioni portuali (-13,6%) e del traffico ferroviario merci (-12,3%), è risultato molto più limitato rispetto alle diminuzioni occorse al segmento passeggeri, che ha visto cali semestrali cumulati del 70% nel trasporto aereo e cali ancora persistenti nel mese di giugno 2020 nei servizi di alta velocità (-81,4% rispetto a giugno 2019) e nel trasporto collettivo urbano (calo medio del -50% rispetto al periodo pre-Covid contro un -10% di media nei paesi EU 27).

“La mission di questo strumento è costruire un minimo comune denominatore, un database per quanto possibile condiviso e univoco a livello nazionale, in materia di dati ed analisi che possano essere funzionali alla pianificazione di settore, alla programmazione e, per quanto possibile, alle scelte di investimento delle singole aziende, soprattutto in una fase di grande incertezza come quella che stiamo vivendo a causa del Covid. Il rapporto non si pone, infatti, l’obiettivo di sostituire le usuali fonti dati ovvero crearne di aggiuntive, quanto quello di connettere e portare a fattor comune i dati esistenti fornendo una panoramica integrata in grado di definire e individuare l’andamento del comparto dei trasporti nel suo insieme. Da qui la denominazione del rapporto Connecting Dots” ha spiegato il Prof. Ennio Cascetta, amministratore unico di Ram.

“L’idea è quella di monitorare l’evoluzione del sistema dei trasporti merci e passeggeri del Paese per meglio pianificare, programmare e gestire gli investimenti nelle infrastrutture e servizi di trasporto. La grande quantità di dati oggi disponibili per il settore possono non essere appieno sfruttati senza una lettura unitaria che ne possa permettere una sintesi chiara anche per meglio comprendere dove siamo e soprattutto verso dove ci stiamo dirigendo come sistema Paese. Connecting Dots può inoltre diventare anche un riferimento utile per le aziende, gli operatori e gli esperti del settore che vogliano, in un unico documento sintetico, monitorare l’evoluzione, le tendenze e le esigenze del settore dei trasporti e della logistica italiana” ha spiegato il Prof. Giuseppe Catalano, Coordinatore della Struttura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

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