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In Spagna sta prendendo forma un altro ‘caso Moby’: è Naviera Armas

In Spagna il gruppo armatoriale Naviera Armas che controlla anche Trasmediterranea sta ripercorrendo praticamente le stesse orme di Moby in Italia in quanto a difficoltà finanziarie. Secondo quanto riporta un media locale la società avrebbe informato i propri creditori circa la condizione di scarsa liquidità disponibile in vista del pagamento delle cedole e dei rimborsi […]

di Nicola Capuzzo
5 Novembre 2020
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In Spagna il gruppo armatoriale Naviera Armas che controlla anche Trasmediterranea sta ripercorrendo praticamente le stesse orme di Moby in Italia in quanto a difficoltà finanziarie. Secondo quanto riporta un media locale la società avrebbe informato i propri creditori circa la condizione di scarsa liquidità disponibile in vista del pagamento delle cedole e dei rimborsi dei bond e quasi sicuramente chiederà loro una rinegoziazione dei termini e degli accordi anche con le banche.

Le due società di navigazione del gruppo sono attive sui collegamenti soprattutto verso le isole canarie e verso le Baleari, due mercati che a causa della pandemia di Covid-19 hanno visto drasticamente calare i rispettivi traffici sia di merci che di passeggeri negli ultimi mesi. Secondo El Confidencial Naviera Armas avrebbe ingaggiato come advisor finanziari Houlihan Lokey e PricewaterhouseCoopers per redigere un piano di salvataggio. Pwc in Italia è al lavoro per lo stesso motivo anche sul dossier Moby-Cin e chissè che non ragioni anche su possibili sinergie o addirittura a un matrimonio fra questi due player del mercato traghetti.

Quel che appare certo è che ad oggi Naviera Armas non è nella condizione di rimborsare i titoli obbligazionari (282 milioni di euro) in scadenza nel 2023, così come i bond in scadenza un nano più tardi (per altri 300 milioni). Già il prossimo 16 novembre ci dovrebbe essere il pagamento di una cedola che preoccupa i creditori e i detentori delle obbligazioni fra cui figurano Axa, Deutsche Bank e BlackRock. Il bond attualmente è quotato al 50% del proprio valore d’emissione originario.

Fra le banche invece maggiormente esposte con la compagnia di navigazione spagnola figurano Santander, Caixabank, Bankia e Sabadell.

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