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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Porto di Livorno: al Tar Toscana vittoria piena di Lorenzini terminal contro Cilp, Cpl e Tdt

La società terminalistica Lorenzini & C. ha fatto il pieno di sentenze favorevoli al Tar della Toscana vedendo respinti gli attacchi lanciati da Cilp, da Cpl e da Terminal Darsena Toscana. Sei sono le sentenze pubblicate oggi dal tribunale amministrativo regionale e altrettante sono le vittorie del terminal controllato al 50% da Msc e dalle famiglie Grifoni e Lorenzini.

Fra i motivi del contendere c’erano per Compagnia Impresa Lavoratori Portuali – Cilp alcuni approdi pubblici operativi nel porto labronico e i relativi regimi di preferenzialità degli accosti, asserita violazione dei principi di pubblicità e trasparenza e dell’obbligo di motivare alcuni provvedimenti amministrativi, occupazioni temporanee di superfici del porto (fra cui 7.800 mq di area retrostante la Sponda Est della Darsena Toscana) e anche violazione delle previsioni del Piano Regolatore Portuale relative alla destinazione funzionali delle aree del c.d. ‘Porto multipurpose’. Tutti motivi di ricorso o respinti o giudicati inammissibili.

Terminal Darsena Toscana aveva invece chiesto l’annullamento delle delibere del Comitato di Gestione nn. 61 e 62, in data 25 giugno 2019, aventi ad oggetto “il rinnovo dell’autorizzazione ex art. 16 l. n. 84/1994 per lo svolgimento di operazioni portuali fino al 2029”, “l’aggiornamento del piano d’impresa per l’esercizio dell’accordo sostitutivo di concessione demaniale fino al 2029” e altri provvedimenti.

Il nodo della questione è questo riportato nella sentenza: “Con primo e secondo motivo del ricorso principale la ricorrente (Terminal Darsena Toscana, ndr) lamenta che l’impresa Lorenzini non svolgerebbe attività compatibile con lo scopo della concessione […]. A fronte della funzione Multipurpose del terminal, l’attività di traffici containerizzati dovrebbe rivestire carattere meramente accessorio e secondario. In senso contrario, come risulterebbe sia dall’istruttoria dell’Autorità che dalla delibera n. 62/2019, l’impresa Lorenzini avrebbe in realtà svolto detti traffici in via prevalente così ponendosi in concorrenza con essa ricorrente. L’Autorità, avendo avuto contezza della situazione, avrebbe dovuto pronunciare la decadenza del concessionario o, quantomeno, diffidarlo a riportare la sua attività nei limiti di quanto stabilito dal provvedimento concessorio”. Tdt poi, “In via subordinata lamenta che se anche fosse stato possibile prorogare l’autorizzazione e la concessione della Lorenzini, avrebbero dovuto quantomeno essere imposti il rispetto del Piano Regolatore Portuale da parte della stessa Società e del suo piano d’impresa e, dunque, lo svolgimento in via solo accessoria e secondaria dei traffici containerizzati, con una chiara definizione di tali limiti”.

Come noto, invece, l’AdSP ha accolto e approvato un piano d’impresa che fino a quando non sarà realizzata la nuova Piattaforma Europa consente a Lorenzini di operare movimentando anche in maniera prevalente traffici containerizzati.

Allo stesso modo e sulla stessa materia è stato respinto anche un altro ricorso promosso da Compagnia Impresa Lavoratori Portuali – Cilp.

Il Tar della toscana ha infine giudicato inammissibile anche il ricorso di Compagnia Portuale di Livorno (Cpl) che metteva nel mirino (fra le altre) “la delibera n.59 adottata il 25 giugno 2019 dal Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, della ‘Relazione ATF Livorno’ e della ‘Relazione integrativa ATF – Esproprio’ con annessi elaborati grafici, con la quale sono state adottate le ‘modifiche non sostanziali di adeguamento tecnico-funzionale del vigente Piano Regolatore per il porto di Livorno’ per la parte relativa agli assetti funzionali della sponda Est della Darsena Toscana”.

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