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Scorpio Bulkers: 5 giovani navi cedute al 30% in meno del loro valore di ordine

Prosegue a ritmo spedito il piano di dismissioni di Scorpio Bulkers in vista delle progressiva  riconversione da shipping company attiva nel dry bulk a società proprietaria di navi da lavoro per i parchi eolici offshore. L’azienda monegasca guidata da Emanuele Lauro ha appena annunciato di avere raggiunto accordi con due controparti per la vendita di […]

di Nicola Capuzzo
17 Novembre 2020
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Lauro Emanuele (Scorpio)

Prosegue a ritmo spedito il piano di dismissioni di Scorpio Bulkers in vista delle progressiva  riconversione da shipping company attiva nel dry bulk a società proprietaria di navi da lavoro per i parchi eolici offshore.

L’azienda monegasca guidata da Emanuele Lauro ha appena annunciato di avere raggiunto accordi con due controparti per la vendita di cinque navi Kamsarmax bulk carrier. Più precisamente si tratta delle navi SBI Parapara, SBI Jive, SBI Swing e SBI Mazurka tutte del 2017 e della SBI Reggae del 2016. Il prezzo pattuito per queste navi è pari a 101,5 milioni di dollari e la consegna ai nuovi proprietari è fissata nei primi sei mesi del 2021.

Quelle del 2017 sono navi ordinate ai cantieri nel 2014 al prezzo unitario di 30,25 milioni di dollari pagato alla consegna mentre la SBI Reggae del 2016 era stata ordinata a fine 2013 al prezzo di 29 milioni di dollari. Dunque cinque navi pagate complessivamente circa 150 milioni di dollari e rivendute 3/4 anni dopo il loro ingresso sul mercato al 30% in meno.

Investimenti dunque che non sono andati come il giovane armatore e i suoi finanziatori speravano. Scorpio Bulkers fino a poco tempo fa era quasi totalmente controllata da vari fondi d’investimento (Grm Investments, Evermore Global Advisors, Dimensional Fund Advisors, BlackRock, Renaissance Technologies, The Bank of New York Mellon, Hosking Partners, State Street, Royce & Associates) che a più riprese hanno sottoscritto dapprima la quotazione in borsa e poi vari aumenti di capitale promossi dalla società. In tempi recenti, invece, la famiglia Lauro ha rastrellato azioni in Borsa fino ad arrivare attualmente a controllare il 25% del capitale tramite la Scorpio Services Holding Limited. La capitalizzazione al listino newyorkese della società a inizio 2014 era di oltre 1,3 miliardi di dollari mentre nel corso degli esercizi successivi è crollata fino agli attuali 160 milioni di dollari circa.

Come noto ormai, Scorpio Bulkers intende uscire dal dry bulk per investire nel mercato delle navi al servizio dei campi eolici offshore e per questo, secondo quanto rivelato da Lauro a Il Secolo XIX, la società potrebbe presto cambiare ragione sociale. Non solo: negoziazioni sarebbero in corso anche con Fincantieri per considerare la possibilità di ordinare navi specializzate anche se la prima costruzione del nuovo corso è stata affidata alla sudcoreana Daewoo Shipbuilding & Marine Engineering con consegna prevista nel 2023.

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