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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Gnv e Marinvest disconoscono la lettera contro Spirito. E non sono gli unici

La compagnia di traghetti Grandi Navi Veloci non condivide la lettera con cui una ventina di concessionari (fra cui apparentemente lei stessa visto che figurava fra i firmatari) hanno chiesto alla ministra dei trasporti, Paola De Micheli, e al governatore della Campania, Vincenzo De Luca, di non riconfermare Pietro Spirito nel ruolo di presidente dell’AdSP del Mar Tirreno Centrale, la port authority che gestisce gli scali di Napoli e di Salerno.

La società guidata da Matteo Catani lo fa sapere con una nota in cui si legge: “Con riferimento alla lettera indirizzata al Ministero dei Trasporti e alla Presidenza della Regione Campania, avente ad oggetto considerazioni relative al rinnovo dei vertici dell’AdSP del Mar Tirreno Centrale, GNV e la sua Capogruppo dichiarano di non aver autorizzato la sottoscrizione della stessa in proprio nome e conto, non ritenendo opportuno né istituzionalmente corretto intervenire in materia di nomine pubbliche”. Non solo Gnv, dunque,  ma anche “la Capogruppo”, che non è chiaro se sia la holding italiana Marinvest (come parrebbe di capire) o il Gruppo Msc, ma ad ogni modo il patron Aponte sembra non condividere il messaggio contro Spirito. O quantomeno questa modalità d’azione.

Una distonia interna al gruppo se si pensa che fra i firmatari figurano altre aziende sempre riconducibili a Msc come Conateco, Soteco e Nuova Meccanica Navale che invece non sembra abbiano fatto marcia indietro.

Grandi Navi Veloci non è stata l’unica società però colta di sorpresa da questa lettera (resa pubblica sabato dal Corriere del Mezzogiorno) perché almeno un’altra azienda delle firmatarie della lettera, interpellata da SHIPPING ITALY, fino a ieri non sapeva nemmeno di comparire nell’elenco degli oppositori alla riconferma di Spirito. L’elenco completo dei firmatari (o presunti tali) è il seguente: Camaga, Cantieri del Mediterraneo, Cmt, Conateco, De Luca Impresa Marittima, Eligroup, G.& R. Salvatori, Garolla, Italiana Impianti, Italcost, Klingenberg Group, Mmc, Navalcantieri, Magazzini Generali Silos Frigoriferi, Nuova Meccanica Navale, Navitec, Oni Off. Navali Italiane, Palumbo Group, Petrolchimica Partenopea, Soteco, Tefin, Ship Services, Terminal Flavio Gioia, Terminal Napoli e Terminal Traghetti

Dalle colonne de Il Mattino Spirito ha replicato ai suoi detrattori dicendo: “La valutazione del mio operato spetta solo a Ministero e Regione. Se sarà positivo mi confermeranno, se non sarà ritenuto sufficiente mi metteranno da parte. Le forzature non servono, mettono solo in evidenza il modo di fare tipico degli imprenditori portuali di Napoli. Che vogliono uno prostrato ai loro interessi, hanno sempre agito così”.

A questo punto non rimane che attendere quale sarà la decisione della ministra sul nome da fare sedere nella poltrona che guida i due scali campani.

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