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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Un decreto Semplificazioni 2 e minori costi di approdo nei porti per rilanciare le crociere

Luigi Merlo, presidente di Federlogistica, Daniele Rossi, presidente di Assoporti, e Alessandro Santi, presidente designato di Fedragenti, si sono confrontati oggi sul tema della filiera della crocieristica nel nuovo scenario Covid e post-Covid durante la presentazione (online) del rapporto Italian Cruise Watch 2020.

Da Rossi è emersa la necessità di “lavorare sulla ricostruzione dell’immagine del settore”, indebolita anche dalla presenza di navi-quarantena, proponendo l’Italia, grazie all’elevato tasso di concentrazione di destinazioni, come un prodotto unico, anche per far fronte alla concorrenza che si scatenerà nell’industria turistica globale per accaparrarsi i clienti non appena inizierà la ripresa.

“Sarà una guerra mondiale” ha rincarato la dose Luigi Merlo, che sulla falsariga delle affermazioni di Rossi ha invitato il comparto a recuperare l’idea e il senso del ‘Grand Tour’, il lungo viaggio che nel ‘700-‘800 i giovani dell’aristocrazia europea affrontavano per perfezionare la preparazione classica, e che solitamente aveva come meta principale proprio l’Italia.

Rispetto invece alla capacità di rimettere in piedi tutto il sistema crocieristico in modo da assecondare la ripresa della domanda, Santi si è detto “assolutamente non preoccupato”, ricordando ad esempio come lo scorso marzo il settore sia riuscito a rispondere con estrema reattività e soluzioni innovative a una situazione inaspettata. “C’è però una valutazione da fare sulla sostenibilità economica per realtà più piccole, come le società di portabagagli o di escursioni, affinché possano resistere fino al momento alla ripartenza”. In modo simile Merlo ha ricordato la solidità mostrata dai terminal, che pur avendo attivato in certi casi la cassa integrazione non hanno mai interrotto l’attività, ed evidenziato la fragilità – e la necessità di ristori – per operatori come le società di bus per il trasporto passeggeri, piegate dalla crisi ma fondamentali per il settore delle crociere.

“Le misure di sostegno devono arrivare da altri, dal Governo” ha aggiunto Rossi, secondo cui il ruolo dei porti italiani per favorire il settore deve essere quello di non dimenticare gli investimenti e le infrastrutture, ad esempio con interventi di dragaggio sugli scali (per aumentare il numero di destinazioni che potrà offrire l’Italia nel complesso), per l’accessibilità stradale o l’implementazione del cold ironing, e ha invocato a questo scopo una riforma del Codice degli Appalti.

Dopo avere ricordato come l’Italia sia oggi il “porto rifugio della crocieristica” e che “da qui a dicembre gli scali italiani si riempiranno di navi in lay up in attesa della ripresa, anche grazie alla valida offerta di servizi portuali”, anche Merlo ha elencato gli interventi di cui avrebbe bisogno il comparto. Innanzitutto, la nomina dei presidenti di tutte le Autorità di Sistema Portuale e, a livello legislativo, “un Dl Semplificazioni 2 per la portualità e il lavoro portuale”, nonché interventi per ridurre o abbattere le tasse di ancoraggio almeno fino al primo semestre 2021, così come misure per ridurre i costi delle tariffe di ormeggiatori e piloti, che in alcuni casi possono contribuire a orientate le programmazioni delle compagnie, e a sostegno della sanità marittima.

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