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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Spedizionieri e caricatori chiedono all’Europa di intervenire sulla condotta delle compagnie container

L’associazione europea dei caricatori European Shippers’ Council (Esc) e quella degli spedizionieri Clecat (European Association for Forwarding, Transport, Logistics and Customs Services) hanno sollecitato le compagnie di navigazione attive nel trasporto container a passare a una “nuova normalità”, al fine di correggere l’attuale modo di operare che sta causando un rallentamento della ripresa delle economie europee.

Le due associazioni in particolare esortano le shipping line a modificare le loro pratiche operative e commerciali, garantendo l’affidabilità della programmazione operativa e la qualità del servizio secondo i termini contrattuali, assicurando così il regolare flusso delle merci e dei container. I clienti dei vettori marittimi evidenziano infatti che continua a perdurare sul mercato uno sbilanciamento del flusso di container e la riduzione della capacità di trasporto di linea in atto dallo scoppio della pandemia di Covid-19. Problemi, sottolineano Esc e Clecat, che hanno avuto un notevole impatto sull’attività di spedizionieri e caricatori che pure hanno fatto il possibile per garantire la fluidità delle loro supply chain essenziali in questa fase di crisi.

“La carenza di capacità di trasporto marittimo e la mancanza di contenitori, in parte causate dal blocco di centinaia di migliaia di container nell’ambito delle catene logistiche statunitensi non possono da sole spiegare l’insufficienza di trasporto di linea. I clienti sono giustamente irritati dal fatto che le compagnie di linea hanno approfittato della carenza di capacità per accrescere i ricavi assai più dei loro costi” ha spiegato il presidente dell’European Shippers’ Council, Denis Choumert.

Lo stesso ha aggiunto che, “in tempi di crisi, la perdurante inaffidabilità del servizio, abbinata agli utili record delle compagnie di navigazione, è chiaro sintomo di un mercato gravemente perturbato e dimostra che le compagnie hanno trasferito aumenti spropositati sui noli spot, imponendo pesanti soprannoli sulle tariffe contrattuali”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il vertice di Clecta, Willem van der Schalk, che ha detto:

“Ulteriore frustrazione deriva dal fatto che continuiamo a essere costretti a lavorare secondo una programmazione di emergenza per adattarci agli avvisi a brevissimo termine delle compagnie relativi alla disponibilità di attrezzature, di slot, di container e agli innumerevoli ulteriori soprannoli. I costi per il settore delle spedizioni – ha proseguito – sono enormi: vanno dalla riprenotazione delle spedizioni, sino ad arrivare talvolta alla perdita del cliente e ciò semplicemente perché le compagnie non rendono disponibile il servizio”.

L’invito ai vettori marittimi è quindi quello di “porre fine all’attuale situazione e tornare a una condizione in cui gli accordi contrattuali vengono rispettati, dato che ulteriori ritardi nella supply chain potrebbero compromettere la rapidità della ripresa dell’economia europea dopo la pandemia”.

Esc e Clecat hanno poi ricordato la Block Exemption Regulation di cui beneficiano le compagnie di navigazione recentemente prorogata per ulteriori quattro anni nonostante l’opposizione di caricatore e spedizionieri. “La Commissione Europea – sottoli9neano le due associazioni – ha più volte concesso e prorogato questa esenzione rispetto alle normali regole sulla concorrenza in quanto ritiene che i clienti beneficino di guadagni di efficienza ottenuti attraverso la gestione coordinata della capacità da parte dei membri di un consorzio. Attualmente, tuttavia, ciò non avviene e questi privilegi sono ormai sproporzionati in quanto consentono alle compagnie di utilizzare strumenti per manipolare il mercato”.

Notando con soddisfazione che la statunitense Federal Maritime Commission ha intensificato il suo controllo sulla condotta delle compagnie di navigazione containerizzate, Esc e Clecat hanno manifestato perplessità circa la mancata risposta della Commissione Europea alla crisi attuale e hanno espresso la convinzione che una “nuova normalità” debba richiedere il monitoraggio delle attività di trasporto marittimo di linea e una nuova forma di regolamentazione.