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Porto di Civitavecchia: il presidente di Majo lascia con una vittoria in tribunale contro Grandi Lavori Fincosit

Buone notizie per le casse pubbliche e in particolare per quelle dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro-Settentrionale. La port authority guidata, ancora per pochi giorni, da Francesco Maria di Majo, ha infatti annunciato con una nota che si è definito “con una sentenza favorevole all’AdSP, il primo grado di uno, e il secondo in ordine di valore economico, dei tre contenziosi milionari promossi da Grandi Lavori Fincosit contro l’Autorità Portuale relativi alla realizzazione del Primo Lotto Funzionale delle Opere Strategiche per il Porto di Civitavecchia (in particolare Darsena Traghetti e Darsena Servizi)”. Tali contenziosi, nel loro insieme, costituiscono la gran parte del volume complessivo delle pretese risarcitorie nei confronti dell’Ente che per questo aveva prudentemente accantonato a bilancio ingenti somme nel proprio fondo rischi.

“A fronte di una richiesta di risarcimento pari a quasi cinquanta milioni di euro, formulata per il ritardato collaudo dell’opera, il Tribunale di Roma – Sezione Imprese – ha infatti riconosciuto a Grandi Lavori Fincosit, in proprio e quale capogruppo dell’Associazione Temporanea di Imprese che eseguì i lavori, un importo di poco superiore a 140.000 euro, quindi azzerando quasi del tutto le pretese della stessa associazione” spiega l’ente laziale nella sua comunicazione.

Il provvedimento dei giudici determina, come conseguenza, “una considerevole riduzione del volume potenziale dei contenziosi in essere. Si tratta, perciò, anche di un importante e positivo elemento di novità alla vigilia dell’esame del bilancio di previsione dell’ente per l’anno 2021 che può indurre a una più serena valutazione così da assicurare, mediante lo svincolo di una minima parte del consistente avanzo di amministrazione, la copertura contabile e l’approvazione del bilancio in equilibrio”.

Ciò anche in vista delle risorse che l’AdSP potrà vedersi riconosciute dal fondo istituito dal Governo a compensazione dei mancati introiti derivanti dai diritti di porto dovuti al calo dei passeggeri e dei crocieristi per effetto dei provvedimenti legislativi assunti in relazione all’emergenza sanitaria Covid-19. Fondo che il Governo intende incrementare nel 2021 (con la prossima Legge di Bilancio) da 5 milioni di euro a ben 68 milioni di euro.

“L’esito di questo giudizio, favorevole per la nostra Autorità di Sistema dimostra la correttezza delle procedure adottate dall’ente” è il commenta del presidente di Majo. Che poi aggiunge: “Inoltre, l’esiguità del risarcimento riconosciuto dal tribunale dimostra l’infondatezza delle pretese risarcitorie di controparte e avvalora ulteriormente la bontà e la correttezza delle procedure adottate dall’ente nel suo complesso”.

Ringraziando anche il team legale dell’ente, il presidente dice di lasciare, al termine del mandato, “al di là delle conseguenze imprevedibili derivanti dall’emergenza sanitaria”, “un ente più ‘in salute’, grazie a un’attenta gestione che, mediante una sensibile riduzione dei costi e razionalizzazione delle spese, ha permesso a questa amministrazione di assicurare lo sviluppo e la piena funzionalità delle infrastrutture portuali, il mantenimento dei livelli occupazionali e dei livelli qualitativi e quantitativi dei servizi erogati e, allo stesso tempo, accumulare in appena quattro anni un avanzo di amministrazione di oltre 51 milioni di euro e un avanzo di cassa pari a circa 28 milioni di euro. Un risultato di grande rilievo se si considera che all’inizio del mio mandato, quasi a parità di contenzioso, vi erano un esiguo avanzo di amministrazione e un esiguo avanzo di cassa”.

Il presidente si congeda dunque affermando che “al di là delle strumentalizzazioni e critiche sul mio operato e sull’ente che mi onoro ancora per qualche giorno di rappresentare, i numeri parlano chiaro e sono un oggettivo e positivo elemento di valutazione della gestione di questi ultimi quattro anni che ha permesso di affrontare al meglio le conseguenze non prevedibili dell’attuale emergenza sanitaria e guardare al futuro con più ottimismo”.

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