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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Legge di bilancio 2021: tutte confermate le misure e gli stanziamenti per porti e trasporti marittimi

La nuova Legge di bilancio 2021 corre veloce verso la sua definitiva approvazione ed entrata in vigore prevista per l’1 gennaio. Dopo il via libera atteso alla Camera il 27 dicembre e il  successivo passaggio al Senato di domenica  27, sempre con testo blindato, non c’è più spazio per apportare modifiche.

La versione finale, per quanto riguarda i porti e il trasporto marittimo, rispecchia praticamente in maniera identica la prima stesura che SHIPPING ITALY aveva già anticipato a metà novembre. Tutti i tentativi effettuati di emendare il testo, aggiungendo beneficiari e stanziamenti, non sono andati a buon fine.

Fatto salvo un numero differente con cui sono stati identificati alcuni articoli, il capitolo intitolato “Misure in materia di infrastrutture, trasporti e mobilità sostenibile” in estrema sintesi prevede quanto segue. I fondi destinati già dall’ultimo Decreto Rilancio alle port authority (10 milioni per il 2020) e alle imprese di navigazione operanti con navi minori nel settore del trasporto turistico di persone (5 milioni per il 2020) vengono incrementati per ulteriori 68 milioni di euro nel 2021. Di questi, 63 milioni vanno a compensare le Autorità di sistema portuale, anche parzialmente, dei mancati introiti, in particolare derivanti dai diritti di porto, dovuti al calo del traffico dei passeggeri e dei crocieristi;  5 milioni nel 2021 andranno invece a compensare, anche parzialmente, le imprese di navigazione operanti con navi minori nel settore del trasporto turistico di persone via mare e per acque interne per diminuzione del fatturato pari o superiore al 20 per cento.

Il comma dell’articolo 119 prevede che le navi da crociera iscritte nel Registro Internazionale possano effettuare, fino al 30 aprile 2021 servizi di cabotaggio marittimo, in deroga alla norma che esclude le navi iscritte al registro internazionale.

Il comma 3 estende fino al 30 aprile 2021 alle imprese armatoriali che esercitano attività di cabotaggio l’esenzione dagli oneri previdenziali e assistenziali prevista per gli armatori e il personale iscritti nei registro internazionale, fissando il nuovo limite di spesa a 35 milioni di euro per l’anno 2021.

Il comma 4 interviene sullo stesso decreto incrementando la dotazione del Fondo (stabilita finora in 50 milioni di euro), con una ulteriore dotazione di 20 milioni di euro per l’anno 2021, “volta a compensare le imprese armatoriali che operano con navi di bandiera italiana, iscritte nei registri alla data del 31 gennaio 2020, impiegate nei trasporti di passeggeri e combinati di passeggeri e merci via mare, anche in via non esclusiva, per l’intero anno, con riferimento alla riduzione dei ricavi tariffari relativi ai passeggeri trasportati nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 31 dicembre 2020 rispetto alla media dei ricavi registrata nel medesimo periodo del precedente biennio”.

Il comma 5 prevede misure di sostegno al settore dei terminal portuali asserviti allo sbarco e imbarco di persone, in considerazione dei danni subiti dallo stesso a causa dell’insorgenza dell’epidemia da Covid19 e prevede l’istituzione, presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di un fondo con una dotazione iniziale di 20 milioni di euro per l’anno 2021.

Il comma poi dedicato alle misure di stimolo al trasporto combinato prevede l’attribuzione di ulteriori 25 milioni di euro per l’anno 2021, nonché di 19,5 milioni di euro per l’anno 2022 e di 21,5 milioni di euro per l’anno 2023, per finanziare il cosiddetto “marebonus”. Oltre a ciò è prevista l’attribuzione di 25 milioni di euro per l’anno 2021, di 19 milioni di euro per l’anno 2022 e di 22 milioni di euro per l’anno 2023 per finanziare il cosiddetto “ferrobonus”.

Confermata infine anche la costituzione di un fondo finalizzato alla rimozione delle navi abbandonate nei porti.

Fra i pochi emendamenti approvati nel corso dell’iter parlamentare ce n’è uno che rinnova anche nel 2021 lo stanziamento di 4 milioni di euro per il contributo che le AdSP possono corrispondere al soggetto fornitore di lavoro portuale per le giornate in meno prestate rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente.

Oltre a questo c’è anche un articolo che “autorizza la spesa di 4 milioni di euro per l’anno 2021, di 5 milioni di euro per l’anno 2022 e di 6 milioni di euro per l’anno 2023 per interventi di riqualificazione del porto di Reggio Calabria, al fine di agevolare la mobilità dei passeggeri e i collegamenti con il Porto di Messina”.

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