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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Ecco le tre soluzioni per la nuova diga di Genova. La Capitaneria ha già scelto la migliore

In occasione della presentazione e dell’avvio del dibattito pubblico (che durerà meno di due mesi e si terrà in sei incontri) sulla nuova diga del porto di Genova andato in scena oggi presso la sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, sono state illustrate le tre opzioni individuate nella prima fase di verifica della fattibilità tecnica ed economica.

Dal punto di vista dei costi intanto è stata fatta chiarezza sul fatto che le spese stimate fino a un anno (tre fasi di cui circa 300 milioni per la prima) fa erano troppo ottimistiche: “per una prima fase funzionale il costo è compreso tra i 750 e i 950 milioni di euro” è stato detto, mentre per l’opera completa “sono compresi tra 1 miliardo e 1,3 miliardi di euro”.

Per ciò che riguarda i tempi di realizzazione si parla “un ‘intervento di 8 anni, di cui 1 per la progettazione e 7 per la costruzione”.

Con tutte le soluzioni prospettate la larghezza del bacino portuale passerebbe dagli attuali 200 a 400 metri e il nuovo avamposto garantirebbe un’area di diametro di 800 metri per l’evoluzione delle navi.

Fra le tre (di oltre una decina) soluzioni presentate, due prevedono un nuovo e più ampio accesso al porto di Sampierdarena da levante e la terza l’apertura della diga invece a ponente.

La soluzione n.2 (che corrisponde però alla prima delle tre alternative) le navi dirette a calata Bettolo e agli altri terminal del porto commerciale storico accederebbero dalla nuova imboccatura mentre le unità dirette al Porto Antico e alle banchine di Stazioni Marittime e calata Sanità continuerebbero a navigare il canale attualmente esistente. Il nuovo canale di accesso avrebbe larghezza 310 metri e lunghezza 2.800 metri.

La soluzione n.3 (la seconda in ordine di illustrazione) garantirebbe un nuovo e più ampio accesso a levante e permetterebbe l’accesso di tutte le navi maggiori dalla nuova imboccatura, incluse dunque le unità passeggeri dirette a Stazioni Marittime o comunque nel porto storico. Le misure dal canale d’accesso e del bacino d’evoluzione rimarrebbero le stesse della precedente soluzione; cambierebbe leggermente la  conformazione della diga foranea attuale che dovrebbe essere leggermente aperta verso ponente. Questa ipotesi è quella verso la quale il sindaco di Genova Marco Bucci e soprattutto l’ammiraglio Nicola Carlone, comandante della locale Capitaneria di porto, hanno espresso maggiore apprezzamento.

La soluzione alternativa n.4 (la terza in ordine di presentazione) prevede invece che tutte le navi possano accedere da una nuova imboccatura creata a ponente, incluse le navi dirette al porto storico che dovrebbero poi transitare attraverso il varco in prossimità di Terminal Bettolo. In questo scenario il nuovo canale d’accesso avrebbe larghezza pari a 310 metri e lunghezza di 2.000 metri, mentre avamposto davanti a Bettolo (800 metri di diametro) e nuovo canale interno (400 metri) rimarrebbero con le stesse misure.

Leggi maggiori dettagli sul sito Dibattito pubblico diga foranea porto di Genova

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