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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Nuove linee acquisite e traffico container stabile al Salerno Container Terminal

L’anno 2020 si è concluso per Salerno Container Terminal (Gruppo Gallozzi) con una crescita nei volumi di traffico di circa il 2% (309.750 Teu nel 2020 rispetto ai 303.678 del 2019), nonostante i pesanti effetti sulle economie causati dalla pandemia Covid-19. Lo ha reso noto lo stesso terminal campano partecipato anche da Contship Italia e da Spinelli spiegando che le prevedibili contrazioni dei flussi di merci sono state bilanciate dall’acquisizione di nuove linee marittime. “Il terminal, in attesa dell’ormai imminente completamento dei lavori di dragaggio, indispensabili per il rilancio nell’ambito delle rotte transoceaniche, ha puntato al proprio rafforzamento nei collegamenti mediterranei” si legge in una nota.

Agli inizi dell’anno era stata avviata un’importante collaborazione con il servizio in joint tra l’italiana Tarros Line e la turca Arkas, che assicura scali bisettimanali, in direzione est e ovest, tra Salerno e i porti della sponda orientale e quella occidentale dell’intero bacino Mediterraneo.

Nel mese di novembre è partito il nuovo servizio marittimo settimanale della compagnia di navigazione Akkon Lines, con sede a Istanbul, tra i porti di Barcellona, Castellòn, Valencia, Algeri, Salerno, Izmir, Gemlik, Gebze e Ambarli.

Il mese di dicembre 2020 ha visto l’approdo inaugurale del nuovo servizio settimanale full container TMX2 Turkey Med Express della francese Cma Cgm in arrivo a Salerno dai porti turchi di Gemlik, Gebze, Ambarli e Aliaga e in prosecuzione per Genova (con transhipment per gli Stati Uniti), Marsiglia e i porti algerini di Algeri, Skikda ed Annaba.

“Dal punto di vista strategico e commerciale abbiamo valorizzato ulteriormente la nostra tradizionale vocazione all’export, non solo nell’ambito del distretto del food e dell’agroalimentare, ma anche incrementando la capacità di penetrazione verso le aree industriali del Lazio e delle Puglie, oltre che della Campania” sottolinea il presidente di Salerno Container Terminal, Agostino Gallozzi. “Rispetto alla crescita complessiva del 2% dei volumi trattati, da un lato si è registrata una contrazione del 7% delle importazioni, causata dalla riduzione dei consumi nazionali rallentati dal lock-down, dall’altro una significativa crescita del 10% dei volumi delle merci all’esportazione”.

Nonostante la difficile congiuntura il terminal salernitano ha proseguito il programma di ulteriore potenziamento delle strutture operative in banchina. “Con l’arrivo nel mese di agosto della quarta nuova maxi gru della Liebherr, sono salite a sette le gru in esercizio, portando a termine – in soli ventiquattro mesi – un ambizioso piano di investimenti, pari a circa 30 milioni di euro” ricorda Gallozzi. “Il set up industriale del terminal è stato completamente ridisegnato, in previsione delle enormi opportunità che già nel 2021 i nuovi fondali del porto consentiranno. Nel 2021 proseguiranno gli investimenti legati all’innovazione tecnologica. La nuova ‘control room’, vera cabina di regia e centro nevralgico di tutte le attività di pianificazione, gestione e controllo operativo, completata nel 2020, verrà integrata con la realizzazione di gate completamente automatici, per l’accesso molto più veloce di camion e contenitori alle aree del terminal. Proprio a partire dal 2021 verranno consolidate due nuove funzioni operative, per le quali sono stati già sottoscritti importanti contratti: la divisione ‘general cargo’ per la movimentazione di merci alla rinfusa e non containerizzate; la divisione camionistica, per il trasporto su gomma in una ottica di filiera integrata mare-terra-mare”.

Il presidente di Salerno Container tiene infine a sottolineare che “in questo periodo si è fatto molto di più. Nella prospettiva che il porto nei prossimi anni sarà alimentato da sufficiente potenza elettrica, abbiamo posto le basi, con il gruppo tedesco Liebherr, per la realizzazione entro cinque anni di una nuova generazione di terminal contenitori, totalmente a emissioni zero, con la completa abolizione di motori a combustione interna. Il tema ambientale è infatti una sfida che assume carattere di priorità, non soltanto etica, per l’azienda e i suoi azionisti”.