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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Porti e Piano Regolatori antecedenti al 1994: cosa ha stabilito il Consiglio di Stato con la sentenza su Brindisi

Lo Studio Legale Zunarelli e Associati (con il founding partner Stefano Zunarelli, il Senior partner Andrea Giardini e l’associate Vincenzo Cellamare) e Police & Partners (con il founding partner Aristide Police) hanno assistito con successo, rispettivamente, Assoporti e l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale nel ricorso presentato da quest’ultima avanti il Consiglio di Stato avverso la sentenza del Tar Puglia – sede di Lecce, con cui, recependosi le posizioni del Provveditorato Interregionale Opere Pubbliche (sede di Bari) e del Comune di Lecce si era dichiarata la non conformità urbanistica di alcuni interventi di security portuale realizzati dalla locale Autorità Portuale, pur conformi al piano regolatore generale del Comune di Lecce, in quanto contrastanti con il Piano Regolatore Portuale del porto di Brindisi, risalente al 1975.

Il Consiglio di Stato, con sentenza del 28 dicembre 2020 n. 8356, ha accolto il ricorso presentato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, con l’intervento ad adiuvandum di Assoporti, riconoscendo la non vincolatività dei Piani Regolatori Portuali approvati prima della riforma della legge n.84/1994 (ancora molto diffusi nelle realtà portuali italiane).

Questi ultimi, secondo il Supremo Consesso, non hanno effetti di conformazione del territorio, mentre soltanto i Piani Regolatori Portuali approvati dopo la legge di riforma del 1994, e con le procedure dalla stessa previste, hanno natura di strumenti di pianificazione territoriale “atipici”, a metà strada tra un piano urbanistico speciale e un piano di settore.