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Sommariva: “A Spezia tutto dipende dal progetto Contship”. Interventi anche su S. Stefano Magra

La Spezia – “La madre di tutte le questioni nel porto di La Spezia è la concessione di Contship Italia. Parliamo di un’azienda che ha sempre avuto per la città un ruolo propulsivo mentre ora si sta vivendo una fase di stallo e ci sono degli interrogativi”. Questa frase è quella che forse, più di […]

di Nicola Capuzzo
19 Gennaio 2021
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Sommariva Mario

La Spezia – “La madre di tutte le questioni nel porto di La Spezia è la concessione di Contship Italia. Parliamo di un’azienda che ha sempre avuto per la città un ruolo propulsivo mentre ora si sta vivendo una fase di stallo e ci sono degli interrogativi”. Questa frase è quella che forse, più di ogni altra, riassume oltre un’ora di conferenza stampa (la prima) con cui il nuovo presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, Mario Sommariva, si è presentato alla stampa.

L’ampliamento del La Spezia Container Terminal, previsto dal prolungamento per 50 anni della concessione e ad oggi nemmeno avviato, tiene in stand by il futuro dello scalo spezzino in un gioco a incastri dove il resto delle opere previste in porto sono fra loro interconnesse.

Alla domanda se, da presidente della port authority spezzina, intende affrontare la questione così come a Trieste era stato impostato una rivisitazione simile del progetto di ampliamento del Trieste Marine Terminal, Sommariva risponde: “Una concessione è rilasciata a fronte di un piano d’investimenti, di traffici, ecc. Se i termini di questa sommatorio cambiano, può cambiare anche la durata della concessione”. Dunque non è escluso che da 50 anni la concessione del La Spezia Container Terminal possa essere accorciata, “ma – ha precisato – è possibile anche che, a fronte di determinati numeri e investimenti, che la modifica della concessione sia anche estensiva”. Di certo c’è che Sommariva promette “rigore e attenzione da parte dell’Autorità di sistema portuale”.

In un modo o nell’altro la partita che riguarda il La Spezia Container Terminal va risolta perché da quella dipende il futuro di Molo Garibaldi, del terminal crociere (che è stato inserito nel Recovery Plan) e dell’ampliamento di Terminal Del Golfo

Sommariva ha detto anche di aver apprezzato il Piano Regolatore Portuale di Marina di Carrara che gli permetterà di lavorare in continuità rispetto al lavoro svolto da Carla Roncallo e ha sottolineato la interessanti potenzialità di crescita di Grendi, Mdc Terminal e Nuovo Pignone. “Ogni venerdì mi sono ripromesso di essere fisicamente a Marina di Carrara” ha annunciato il neopresidente, prima di parlare del retroporto di santo Stefano Magra “sul quale – ha affermato – sarà necessario un intervento di governance per renderlo un interporto perché oggi non è qualificabile in alcun modo. Manca una regia pubblica e questo è un intervento che mi piacerebbe sviluppare in accordo con il comune locale”. Insomma l’idea è quella di dare una chiara identità anche dal punto di vista formale e legale a quello che finora è stato un semplice insediamento di diverse realtà imprenditoriali.

Sommariva ha poi parlato di trasporto ferroviario sostenendo che “ogni punto percentuale in più di quota intermodale raggiunta nel trasporto container da e per il porto sarà un risultato importante. Anche per l’ambiente”. Un rapido riferimento è stato dedicato ai possibili progetti futuri di Enel Logistics (“bisogna capire la città cosa ne pensa”), anche perché Spezia, secondo Sommariva, potrebbe essere “un polo della transizione energetica grazie alla presenza di realtà come Enel e Snam a Panigaglia”. Favorevole anche a fare del rigassificatore un punto di approvvigionamento (tramite bettoline) per le navi alimentate a Gnl: “Non mi sembra utile far arrivare una bettolina da Rotterdam per rifornire le navi nel Golfo di La Spezia” ha commentato il presidente che in mattinata era stato impegnato in un lungo incontro con associazione ambientaliste: “Anche con loro, dopo un attento confronto la questione del Gnl si è sgrossata”.

N.C.   

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