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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Tutti vogliono il Ministero del Mare

Il rimpasto di Governo che potrebbe aver luogo nei prossimi giorni sta facendo tornare in auge la richiesta dell’istituzione di un Ministero del Mare. L’idea, rispolverata in primis da Umberto Masucci, presidente del Propeller Club, e da Mario Mattioli, nelle vesti di numero uno della Federazione del Mare, sta trovando consensi anche tra altre associazioni di rappresentanza degli operatori.

A schierarsi a favore ci sono anche Fedepiloti e Assiterminal. La prima in una nota ha evidenziato: “L’economia del mare rappresenta per il nostro Paese un valore enorme di 34 miliardi di Euro (2% del PIL) e offre occupazione a oltre 530 mila persone. Numeri importanti che richiedono da anni l’istituzione di un Ministero del Mare o di una sede politico – amministrativa dedicata, con il preciso scopo di coordinare e gestire tutte le attività di un settore strategico e fondamentale come quello marittimo”.

Simili le osservazioni di Assiterminal, che ha rilevato la necessità di una “maggiore incisività anche amministrativa (e di conseguenza di un efficacia nella pianificazione e attuazione di misure concrete di sviluppo) da parte del Governo” e quindi si è detta a favore di “un’ Istituzione (Ministero, Sottosegretariato alla Presidenza del Consiglio, Dipartimento ad hoc con deleghe armonizzanti …)” che raccolga “funzioni e professionalità, passione e determinazione nel sistematizzare l’attuale frammentazione burocratico amministrativa di cui soffre da più di vent’anni questo mondo”.

A (ri)dare il via al dibattito sul tema, come accennato sopra, sono stati innanzitutto Umberto Masucci e Mario Mattioli. In particolare in una nota la Federazione del Mare aveva scritto: “Il cluster marittimo guarda con grande attenzione all’attuale situazione politica del Paese ed auspica che nell’ambito della riorganizzazione dell’esecutivo venga tenuto in debita considerazione il ruolo dell’economia del mare per il Paese”.
Rispetto alla forma di un organismo deputato a questo ruolo, anche Mattioli aveva poi aggiunto che la necessità è quella di “un’efficace sede di coordinamento politico‐ amministrativo dedicata alle attività marittime”, quindi “ministero del Mare o dipartimento dedicato della Presidenza del Consiglio, comunque una struttura che sappia mettere a sistema la gestione dell’intero cluster marittimo, i cui aspetti sono oggi dispersi tra diverse amministrazioni”.

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