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Il porto di Brindisi cerca un terminalista per la nuova Zona Franca Doganale

Nel porto di Brindisi nasce la Zona Franca Doganale Interclusa all’interno dell’area denominata Capobianco. Lo ha reso noto la locale Autorità di sistema portuale parlando della “tanto attesa svolta per un concreto rilancio dell’economia del territorio” perché “assimilabile in concreto a punto franco, il secondo in Italia dopo quello di Venezia”. Si conclude così l’iter […]

di Nicola Capuzzo
4 Febbraio 2021
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Nel porto di Brindisi nasce la Zona Franca Doganale Interclusa all’interno dell’area denominata Capobianco. Lo ha reso noto la locale Autorità di sistema portuale parlando della “tanto attesa svolta per un concreto rilancio dell’economia del territorio” perché “assimilabile in concreto a punto franco, il secondo in Italia dopo quello di Venezia”.

Si conclude così l’iter procedurale partito lo scorso mese di dicembre con l’invio, da parte del vertice della port authority Ugo Patroni Griffi in qualità di presidente del Comitato di indirizzo della zone economica speciale (ZES) interregionale adriatica (Puglia-Molise), della richiesta di approvazione della perimetrazione a Zona Franca Doganale Interclusa di un’area interamente compresa nel sedime portuale di Brindisi.

L’area, di una superficie di 121.650 mq, fungerà da fulcro per un più ampio e articolato progetto di riqualificazione ambientale che prevede, in particolare, un aumento delle dotazioni infrastrutturali e la realizzazione di un adeguato banchinamento.

Il direttore generale dell’Agenzia delle Dogane, Marcello Minenna, ha così commentato la notizia: “Si aprono con la zona franca doganale grandi opportunità per le imprese che, attraverso la possibilità di stoccare, manipolare e trasformare le merci in sospensione dei diritti doganali, potranno sfruttare al massimo le potenzialità del sistema portuale e della Zes adriatica”.

Il direttore territoriale Puglia, Molise e Basilicata delle Dogane, Marco Cutaia, ha aggiunto: “Fondamentale il radicamento territoriale delle strutture di Adm per affiancare e sostenere le economie regionali in un’ottica di sistema”.

Il presidente dell’AdSP del Mar Adriatico Meridionale dal canto suo ha dichiarato: “Dobbiamo trasformare la transizione energetica, già in atto a Brindisi, da annunciato mattatoio sociale, con l’inevitabile perdita di centinaia di posti di lavoro, a opportunità di sviluppo e di rilancio per tutta l’economia locale. È un giorno storico per Brindisi. Un giorno che premia un lavoro enorme fatto di progettazioni, incontri, studio e impegno. Il cammino intrapreso con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con il Comitato di indirizzo delle Zes e con gli enti locali sta producendo i risultati auspicati nei tempi previsti. Prossimo passo, sarà la redazione del regolamento di esercizio, così come previsto dalle prescrizioni dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e il completamento della infrastruttura”.

In conclusione Patroni Griffi ha detto: “Ricorreremo alla formula del parteniariato pubblico-privato, incaricando Cassa Depositi e Prestiti di ricercare sul mercato globale un terminalista che creda nello sviluppo del punto franco di Brindisi. D’altronde al giorno d’oggi i maggiori terminalisti sono al contempo gestori e sviluppatori di zone franche”.

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