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Alis contesta lo sciopero dell’autotrasporto siciliano e spiega i rincari annunciati da Grimaldi

L’annunciato fermo dell’autotrasporto indetto da Aitras, Aias, Assotrasporti, Assiotrat e Trasportounito Sicilia ha innescato l’intervento di Alis, l’Associazione logistica per l’intermodalità sostenibile (presieduta da Guido Grimaldi Group) che ha espresso contrarietà per questo sciopero indetto “da alcune sigle minori e locali”. Il vicepresidente e direttore generale di Alis, Marcello Di Caterina, a proposito dello sciopero […]

di Nicola Capuzzo
8 Febbraio 2021
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Di Caterina Marcello (Alis)

L’annunciato fermo dell’autotrasporto indetto da Aitras, Aias, Assotrasporti, Assiotrat e Trasportounito Sicilia ha innescato l’intervento di Alis, l’Associazione logistica per l’intermodalità sostenibile (presieduta da Guido Grimaldi Group) che ha espresso contrarietà per questo sciopero indetto “da alcune sigle minori e locali”.

Il vicepresidente e direttore generale di Alis, Marcello Di Caterina, a proposito dello sciopero annunciato dal 10 febbraio prossimo ha dichiarato: “Come associazione fortemente rappresentativa dell’intero settore, esprimiamo la nostra ferma contrarietà, così come annunciato anche da altre associazioni di categoria, allo sciopero proclamato in Sicilia da alcune sigle minori e locali che, quindi, rappresentano solo una piccola parte dell’autotrasporto siciliano”.

Poi ha aggiunto: “Riteniamo che questo sciopero sia non solo strumentale ma soprattutto dannoso per un’isola, come la Sicilia, il cui tessuto produttivo è già molto sofferente e fortemente colpito dalla crisi emergenziale, così come il resto del nostro Paese. Azioni del genere, che in una fase così delicata rischiano addirittura di incitare a forme di violenza (la quale non va mai utilizzata) non giovano allo sviluppo dell’economia insulare né ai cittadini stessi che si troverebbero ulteriormente danneggiati dal fermo che potrebbe causare la mancanza di beni di approvvigionamento di prima necessità e di medicinali a causa della mancata continuità dei servizi”.

In merito al tema del rincaro delle tariffe dei traghetti annunciato da Grimaldi Euromed il direttore Di Caterina ha detto: “Ci preme sottolineare, come già dimostrato a gennaio 2020 dallo studio ‘L’evoluzione del costo del trasporto marittimo verso le Isole’ redatto in collaborazione con l’Università Parthenope e il centro di ricerca Svimez, che i noli marittimi praticati dai nostri associati, in particolar modo per le rotte che servono Sicilia e Sardegna, hanno beneficiato di ribassi che in media si attestano su percentuali tra il 30% fino ad arrivare a un 40% in meno, rispetto ai prezzi applicati un decennio prima. Inoltre i nostri associati operanti nel trasporto marittimo, in questi difficili mesi caratterizzati da una totale contrazione di mercato, hanno sempre assicurato la continuità dei cicli trasportistici da e per la Sicilia aumentando i servizi, sia da Catania che da Palermo, attraverso l’impiego di nuove navi di maggiori capacità e tecnologicamente avanzate, al contrario invece di quanto operato da altre compagnie di navigazione, non facenti parte della nostra associazione, che hanno ridotto il numero di servizi fermandosi durante la pandemia e che hanno applicato aumenti ben al di sopra di quelli applicati dai nostri associati”.

Di Caterina specifica poi che “i nostri armatori associati Alis soffrono l’aumento del prezzo del petrolio salito ulteriormente a circa 60 dollari al barile. Il Gruppo Grimaldi, associato Alis, pertanto dopo aver ridotto la quota Baf (bunker adjustment factor, ndr) a maggio 2020 in piena emergenza da Covid-19 a beneficio di tutti i trasportatori, ed essendo stato quindi l’unico armatore nel Mediterraneo e in Sicilia ad aver ridotto i noli nonostante il grande calo dei volumi, oggi ahimè si vede costretto a procedere con l’adeguamento Baf che risulta comunque nettamente inferiore rispetto a quello richiesto da altri armatori che a loro volta non avevano ridotto a maggio 2020 la quota Baf”.

A proposito poi del mancato riconoscimento del Marebonus da parte di Tirrenia, altro motivo alla base dell’annunciato sciopero, Alis sottolinea che “il Gruppo Grimaldi, così come altre aziende armatoriali socie di Alis, hanno erogato l’incentivo Marebonus per la quasi totalità dell’importo, immediatamente, riconoscendolo agli autotrasportatori nei tempi e nei modi previsti dalla legge, e in una misura superiore a quanto dovevano. Questo – prosegue Di Caterina – contrariamente da quanto sembrerebbe fatto da altri armatori che pur ricevendo contributi pubblici non hanno riconosciuto agli autotrasportatori che hanno utilizzato i loro servizi, il contributo del Marebonus”.

In conclusione Di Caterina afferma che “in un momento così difficile la Sicilia non merita un atteggiamento così irresponsabile e pericoloso così come quello proposto da alcune sigle minori e locali”.

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