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Non solo passeggeri, a Civitavecchia in forte calo nel 2020 anche rotabili e rinfuse solide

Gli effetti della pandemia da Covid-19 hanno portato pesanti perdite di traffico nei porti del Lazio. Non solo sul fronte passeggeri (segmento forte in particolare a Civitavecchia con le crociere), ma anche dal lato delle merci. Nel dettaglio Civitavecchia nel 2020 ha registrato un traffico complessivo pari a poco più di 8 milioni di tonnellate, […]

di Nicola Capuzzo
9 Febbraio 2021
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Porto di Civitavecchia – terminal container e darsena traghetti

Gli effetti della pandemia da Covid-19 hanno portato pesanti perdite di traffico nei porti del Lazio. Non solo sul fronte passeggeri (segmento forte in particolare a Civitavecchia con le crociere), ma anche dal lato delle merci.
Nel dettaglio Civitavecchia nel 2020 ha registrato un traffico complessivo pari a poco più di 8 milioni di tonnellate, con una flessione del -16,1% (ovvero 1,5 milioni di tonnellate in meno).
Un calo che secondo l’AdSP è “dovuto essenzialmente alle rinfuse solide (-17,5%) che continuano a risentire del progressivo calo del carbone (-18,3%; -348.971 tonnellate) indissolubilmente legato al decremento dell’utilizzo da parte della centrale di Torrevaldaliga Nord”. Nel settore delle rinfuse liquide, le tonnellate movimentate sono state 624.131 (-2,4%; -15.238).
In leggera perdita il traffico container (106.695 Teu contro i 112.249 del 2019), che però – rileva l’ente – ha registrato “un confortante incremento a dicembre (+9,1% raffrontato allo stesso mese dell’anno precedente e caratterizzato soprattutto dalla movimentazione di contenitori pieni)”.

In calo, infine, anche il settore degli automezzi (-35,3%; -355.546) che, al pari dei container, secondo l’ente si sta progressivamente riprendendo soprattutto grazie alla sottocategoria dei mezzi pesanti che nel solo mese di dicembre ha registrato un aumento del 4,4%.

Passando al traffico passeggeri, nello scalo i crocieristi nel 2020 sono stati 207 mila unità (contro gli oltre 2,6 milioni del 2019); solo 25 mila quelli transitati, imbarcati o sbarcati nello scalo negli ultimi quattro mesi dell’anno.

Complessivamente, i volumi registrati nei tre porti che ricadono sotto la AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale, ovvero Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, nel 2020 sono stati pari a 11,254 milioni di tonnellate di merci (-22,9%, ovvero 3,350 milioni di tonnellate in meno rispetto al 2019), 1.169.361 tra crocieristi e passeggeri di linea (-73,8%, per complessive 3.291.618 unità in meno) e 652.851 automezzi (-35,3%, ovvero 355.631 mezzi ‘mancanti’). Nel complesso i crocieristi persi dai tre porti sono stati 2.449.811 (-92,2%) mentre i passeggeri di traghetti sono stai 841.807 (-46,7%). In forte riduzione (-31,7%) anche il numero degli accosti, che passa da 3.359 a 2.293, di cui 715 di navi da carico (-22,8%), 99 di unità da crociera (-87,9%) e 1.479 di traghetti (-8,6%).

Passando ai due porti minori, Fiumicino, che serve principalmente il vicino aeroporto e ha visto dimezzato il traffico di rinfuse liquide, ha movimentato 1,741 milione di tonnellate (-50% rispetto al 2019), mentre a Gaeta il traffico è stato di quasi 1,5 milione di tonnellate (-3,9% pari a circa 60 mila tonnellate in meno rispetto al 2019).

Commentando i risultati, il presidente dell’AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale Pino Musolino ha dichiarato: “Non si può non tenere conto di questi dati e di quanto accaduto in una realtà fortemente focalizzata sul settore crocieristico. Per la parte passeggeri è evidente come il porto di Civitavecchia sia di gran lunga quello maggiormente penalizzato in Italia e questo aspetto non può non essere considerato, per consentire al Porto di Roma di ripartire. Per quanto riguarda le merci stiamo lavorando per attrarre e sviluppare nuovi traffici, nella consapevolezza che ci vorrà tempo per invertire la tendenza”.

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