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Maneschi (To Delta): “Al porto di Trieste nessuna sofferenza sui container vuoti”

L’emergenza container vuoti non riguarda, o solo in minima parte, il porto di Trieste, diversamente da quanto sta invece accadendo nei porti del Mar Tirreno e del Nord Europa. Lo fa sapere Antonio Maneschi, presidente di To Delta Group, ricordando come la crisi legata alla pandemia da Covid-19, con i conseguenti periodi di lockdown che hanno investito i vari Paesi con tempi e modalità differenti, abbia creato uno squilibrio fra produzione e consumi fra le diverse aree del pianeta. Come noto l’impatto sul settore della logistica e dell’import/export internazionale ha portato a una crescente carenza di equipment per spedire le merci.

In particolare, l’elevata richiesta di container vuoti in Cina ha generato in Europa una situazione per cui spedizionieri e caricatori possono non essere in grado di spedire le proprie merci, anche dove ci sarebbe disponibilità di stiva sulle navi, proprio per la mancanza di container vuoti.

Se è vero che queste difficoltà sono particolarmente avvertite nei porti del nord Europa ed in quelli tirrenici, è altrettanto vero che ci si sono aree in cui la mancanza di equipment non ha avuto lo stesso impatto, come l’area del porto di Trieste.

“Il dibattito in corso sulla disponibilità di vuoti in Europa rispecchia un reale problema del mercato. È un dato di fatto come negli ultimi mesi gli esportatori europei stiano fronteggiando una situazione critica, lottando per i vuoti e siano costretti, spesso, a ripianificare le loro spedizioni oltremare” ha commentato a questo proposito Maneschi, vertice di un gruppo attivo con investimenti nei terminal marittimi, interporti, società di trasporti, logistica e spedizioni.  Dal 2004 To Delta controlla la società Trieste Marine Terminal (oggi al 50% con Msc) che gestisce il terminal container del porto di Trieste, gateway per il Nord-Est d’Italia e il Centro-Est Europa.

“Possiamo dire – aggiunge Maneschi – che a Trieste la situazione complessiva in relazione a questo problema non risulta affatto drammatica. Al contrario, infatti, grazie a un sostenuto flusso di container in importazione caratterizzato da un rapido turnaround, supportato peraltro da un’efficiente rete ferroviaria a disposizione, la disponibilità dei container vuoti a Trieste non sta mostrando segni di sofferenza, a differenza di quanto invece accade in altri porti e aree d’Europa”.

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