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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Per Grendi è arrivato l’ok al nuovo terminal container di Cagliari e allo sbarco a Olbia

In un unico comitato di gestione il gruppo Grendi incassa due buone notizie riguardanti i porti di Cagliari e di Olbia.

L’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna ha infatti annunciato che Grendi Trasporti Marittimi potrà ufficialmente operare come impresa nel porto di Olbia. “È quanto deliberato oggi dal Comitato di Gestione dell’AdSP del Mare di Sardegna, che, dopo l’unanime parere favorevole della Commissione Consultiva del mese di gennaio e la valutazione in Organismo di Partenariato della Risorsa Mare, ha deliberato il rilascio dell’autorizzazione, ex art. 16 della legge 84/94, allo svolgimento di operazioni
portuali – in conto proprio ed in conto terzi” spiega una nota.

Lo scalo di Olbia – Cocciani sarà, quindi, inserito trisettimanalmente come tappa intermedia nella rotta tra Cagliari e Marina di Carrara e, una volta ottenuta la concessione demaniale ex art. 18 per spazi non banchinali – ma comunque indispensabili per la realizzazione e la gestione di opere funzionali alle operazioni delle navi – si strutturerà, almeno per i prossimi 4 anni, come hub del gruppo armatoriale nel nord dell’isola.

Altro punto fondamentale della seduta odierna del comitato è stata la ratifica del provvedimento di rigetto della proposta presentata da Pifim Company Ltd (supportato anche dalla Ports of Amsterdam International) per l’assentimento, in concessione demaniale, del compendio contenitori del Porto Canale di Cagliari. “A riguardo il Comitato di gestione ha deliberato di proseguire nella sollecitazione internazionale del mercato, dando
esplicito mandato al Presidente di intensificare la ricerca di operatori capaci di rilanciare il settore del transhipment nello scalo cagliaritano” spiega ancora l’ente.

Contestualmente, in attesa di un’attesa nuova istanza di concessione per l’intero compendio, e al fine di garantire la continuità dell’esistente traffico import – export di contenitori – “attualmente costretto in spazi non adeguati” – il Comitato di Gestione “ha dato il proprio assenso all’avvio dell’iter istruttorio delle istanze presentate per l’ottenimento, in concessione demaniale e per un periodo limitato di quattro anni, di una singola e limitata porzione di banchina e area retroportuale che non si dovrà estendere per oltre 350 metri dal dente sud del Porto Canale. Secondo quanto deliberato, oltre ai paletti su dimensione ed estensione temporale della concessione, non sarà possibile realizzare interventi di carattere infrastrutturale tali da compromettere l’utilizzo unitario della banchina e del retrostante piazzale pavimentato”. L’AdSP, inoltre, in caso di presentazione di domande di concessione per la totalità degli spazi per l’attività di Transhipment, avrà piena facoltà di revocare, in qualsiasi momento, la concessione e ottenere che gli stessi vengano liberati totalmente a spese dell’avente titolo. Dunque Grendi può far partire il suo progetto di piccolo terminal container (lo-lo) da affiancare all’attività di movimentazione dei carichi rotabili.

Tra gli altri argomenti all’ordine del giorno del Comitato di Gestione, sono state approvate anche alcune modifiche tecniche all’assestamento di bilancio di previsione 2020, l’aggiornamento del programma biennale degli acquisti di forniture e servizi, e la modifica alla pianta organica dell’AdSP con la creazione di una Direzione Security Portuale.

“Il Comitato di gestione odierno è stato dedicato principalmente a quella che consideriamo la madre di tutte le nostre battaglie: la questione Porto Canale di Cagliari” ha spiegato Massimo Deiana, presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna. “Chiusa la parentesi della proposta di Pifim Company, ho ricevuto mandato di proseguire intensamente con
l’attività di promozione del compendio a livello internazionale e di interlocuzione con quei soggetti che hanno manifestato attenzione, ma che ancora non hanno presentato proposte concrete e formali istanze di concessione. Nel frattempo, non abbiamo mai distolto l’attenzione dalla situazione occupazionale, predisponendo, d’intesa con le organizzazioni sindacali, una proposta di norma per la costituzione dell’Agenzia dei lavoratori del transhipment della Sardegna, in grado di tutelare il reddito dei lavoratori almeno per il prossimo triennio, che ci auguriamo possa essere fatta propria dal Governo e approvata con decretazione d’urgenza”.