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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

L’incremento dei noli container si sposterà verso le rotte transatlantiche

Le rotte che collegano le due sponde dell’Oceano Atlantico erano rimaste finora quasi esenti dal rincaro dei noli per il trasporto marittimo di container ma questa oasi felice sembra essere destinata a durare poco.

L’ultimo rapporto Sunday Spotlight di Sea-Intelligence evidenzia infatti che i servizi di linea fra Europa e Nord America hanno fatto registrare nella prima metà dell’anno passato solo un picco di blank sailing poiché l’impatto dell’emergenza coronavirus ha fatto sentire i suoi effetti solo quando la pandemia ha iniziato a diffondersi maniera significativa anche in Europa e in Nord America. Il primo periodo che ha colpito in maniera forte il trade Asia – Europa era rimasto escluso.

Il grafico di Sea-Intelligence segnala poi che un altro impatto significativo in termini di blank sailing c’è stato verso la fine del 2020 quando il numero di viaggi cancellati è stato perfino superiore a quelli della primavera. Un andamento in netto contrasto con quanto avvenuto sia sul trade Transpacifico che su quello che collega Asia ed Europa. Altra particolarità è quella per cui i blank sailing attesi sul trade transatlantico in questo mese di marzo e ad aprile sono di molto superiori a quelli dello stesso periodo del 2020.

Sea-Intelligence dice: “Mentre i trade Asia – Europa e Transpacifico hanno visto crescere i noli spot a livelli storicamente da record, le rate sulle rotte transatlantiche sono rimaste generalmente stabili per tutto il periodo di emergenza pandemica. La domanda principale è dunque: il numero crescente di blank sailing sulle rotte fra Europa e Nord America porterà a una decisa salita dei noli?”.

Questa la risposta: “Dal punto di vista dei vettori marittimi la realtà del mercato dice che c’è una carenza di capacità in quei traffici dove i livelli dei noli sono ai massimi storici e, al contempo, va rilevato come i livelli delle rate non siano aumentati nel Transatlantico”.

Da Sea-Intelligence poi aggiungono: “Considerando l’elevato numero di portacontainer bloccate per congestione in banchina fuori dai porti sulla costa occidentale degli Stati Uniti, il trasferimento delle navi dai traffici meno redditizi potrebbe essere considerata una misura di ‘primo soccorso’ per il commercio transpacifico”. Al contempo, però, da parte dei global carrier “sembra esserci una spinta a muovere la capacità di stiva verso traffici più redditizi; una mossa che a sua volta può avere però solo una conseguenza: un aumento dei noli sulle rotte transatlantiche”.

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