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Nuovi terminal container: Napoli frena, Livorno forse s’incaglia e Civitavecchia prova ad accelerare

Negli ultimi giorni sono emerse alcune novità importanti riguardanti i progetti di nuovi terminal container di cui si parla da molti anni nei porti di Civitavecchia, Napoli e Livorno.

Nello scalo laziale il nuovo presidente della locale AdSP, Pino Musolino, in occasione della visita di una delegazione parlamentare composta dai capigruppo della IX Commissione permanente della camera dei Deputati (Trasporti) e guidata dall’onorevole Raffaella Paita, ha sottolineato l’importanza di “inserire il porto di Roma nella rete ‘core’ dei corridoi europei e reperire le risorse finanziarie per le opere infrastrutturali previste a completamento del piano regolatore portuale”.

Fra le varie opere citate, Musolino ha posto particolare attenzione alla Darsena Energetica Grandi Masse (terminal multipurpose e container), opera per la quale è stato chiesto di inserire il relativo finanziamento nell’elenco delle opere da approvare entro giugno nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

A Napoli, invece, una delle prime mosse del nuovo presidente dell’AdSP del Mar Tirreno Centrale, Andrea Annunziata, dopo il suo insediamento è stata l’annullamento della delibera firmata a gennaio dal suo predecessore, Pietro Spirito, per indire una gara finalizzata a un ulteriore allargamento del futuro terminal container già in costruzione. “Bisogna che si consultino sui destini di quell’area i rappresentanti della Regione, del Comune, per parti sociali, i cittadini che vivono in un territorio difficile” ha spiegato Annunziata al Corriere del Mezzogiorno. «Forse per fare in fretta quel confronto finora non c’è stato. Ecco il motivo della revoca del bando. Ripartiremo entro un paio di mesi con le idee più chiare dopo aver ascoltato tutte le componenti in gioco». Il valore economico di questa gara era superiore ai 5 milioni di euro.

Potrebbe subire quantomeno un rallentamento anche il nuovo maxi-progetto della Darsena Europa di Livorno dopo che, come rivelato da Il Tirreno, i termometri biologici dello scalo (allevamenti di cozze posizionati a ridosso delle casse di colmata per accogliere i materiali derivanti dai dragaggi) hanno rivelato uno sforamento dei valori rilevati di benzopirene. Per questa ragione l’Istituto superiore di sanità pare si sia messo di traverso rispetto alla possibilità di una “deperimetrazione” dell’area in questione dai Sin (Siti d’interesse nazionale) da parte del Ministero dell’Ambiente.

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