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Niente conferenza dei servizi per la Darsena Europa: la risposta all’interrogazione alla Camera

Stefania Pezzopane e Andrea Romano, deputati del partito Democratico, hanno presentato un’interrogazione a risposta immediata destinata al Ministero della transizione ecologica e assegnata alla Commissione VIII della Camera (Ambiente, territorio e lavori pubblici) per sapere che ne sarà della nuova Darsena Europa di Livorno.

L’interrogazione è stata concepita per chiedere “quali siano le ragioni che hanno determinato la decisione del Ministero di bloccare la convocazione della conferenza di servizi e se il Ministro non ritenga di procedere alla convocazione urgente della conferenza stessa, allo scopo di risolvere le eventuali problematiche riscontrate senza arrecare danno alla tempistica di realizzazione di una infrastruttura strategica per lo sviluppo economico sostenibile della regione Toscana e dell’Italia intera”.

La deputata proponente ricostruisce in breve le ultime vicende ricordando che “i bandi di appalto dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno settentrionale per i lavori relativi alla costruzione della Darsena Europa risultano bloccati dalla mancata convocazione della Conferenza di servizi con decisione del Ministero della transazione ecologica, come riportato dal quotidiano ‘Il Tirreno’ il 7 marzo 2021; tale decisione risulterebbe motivata dal rilevamento di un livello anomalo di benzopirene in uno dei sei campioni di cozze posizionate nella zona della futura Darsena, mentre gli altri cinque campioni non avrebbero dato valori anomali”.

A seguito del rilevamento di questo valore fuori soglia, “l’Istituto superiore di sanità avrebbe bloccato il processo di deperimetrazione dell’area Sin, facendo così venir meno il dimensionamento del progetto; parallelamente gli uffici del Ministero della transizione ecologica non avrebbero convocato la conferenza di servizi bloccando la partenza dei bandi”.

Pezzopane evidenzia infine che “la Darsena Europa è un progetto strategico relativo all’espansione a mare del porto di Livorno, già finanziato dalla Regione Toscana e dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, che permetterà di aumentare la capacità operativa degli impianti portuali labronici con ricadute positive sull’occupazione e sulla crescita economica dell’intera area costiera toscana”.

La risposta giunta dalla sottosegretaria alla Transizione ecologica, Ilaria Fontana, ha lasciato però poco soddisfatti (per usare un eufemismo) i due deputati Pd e con loro tutta la comunità portuale livornese. In estrema sintesi, durante la risposta al question time, la rappresentante del Governo ha detto che se non sarà possibile procedere alla deperimetrazione dell’area Sin non rimane che fare la Darsena Europa dentro lo stesso Sito di Interesse Nazionale. Il problema è che la scelta di riconsiderare la superficie dell’area oggetto di intervento era stata dettata dalla necessità di ridimensionare il progetto per renderlo appetibile per i privati e quindi fattibile, tanto più al fine di giustificare un’enorme spesa di soldi pubblici. Insomma l’opera ad oggi sembra essere finita in un vicolo cieco.

A meno che, come suggerisce lo stesso esponente di governo, l’AdSP non attui “una gestione dei sedimenti – che è diversamente regolamentata per le aree SIN rispetto alle aree fuori SIN – in base alle normative di riferimento”. In questo caso, però, i tempi di realizzazione dell’opera si allungherebbero molto.

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