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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Paolo d’Amico: “Prossima sfida le decarbonizzazione; 60.000 navi da demolire e ricostruire”

“La prossima grande sfida che dovranno affrontare le aziende armatoriali è la decarbonizzazione, il tema delle emissioni. In acqua ci sono 60.000 navi da demolire e ricostruire nei prossimi 30 anni”. Parlando con SHIPPING ITALY per commentare i risultati 2020 della d’Amico International Shipping, l’armatore Paolo d’Amico estremizza un concetto ma il messaggio è chiaro: per rispettare i nuovi obiettivi di raggiungere emissioni zero nel 2050 tutto il naviglio oggi esistente non andrà bene e bisogna dunque iniziare a pensare alle nuove costruzioni per la prossima fase storica. “La prossima sfida per il medio-lungo termine è la nave del futuro: noi abbiamo già considerato alcune ipotesi ma le idee sono ancora poco chiare”.

Guardando invece al recente passato e al futuro prossimo del liquid bulk dove opera la d’Amico International Shipping, azienda di cui rimarrà amministratore delegato (era tornato a esserlo dopo l’uscita di Marco Fiori), Paolo d’Amico ha parlato di “una prima parte di 2020 completamente inaspettata con la domanda di tonnellaggio alimentata sostanzialmente dagli stoccaggi di prodotti. Bisogna dire che non era domanda finale cresciuta”. Poi, a proposito della seconda metà dell’anno ha aggiunto: “Aspettandoci una correzione del mercato abbiamo cercate di fare coperture con noleggi per  periodi più lunghi, quindi time charter di 6 mesi e in alcuni casi anche oltre l’anno. La strategia di noleggio è stata azzeccata”.

A proposito dell’andamento del mercato il 2021 “ci aspettiamo possa essere invece inverso: la prima parte si sta rivelando debole mentre abbiamo aspettative migliori per la seconda metà sulla scorta dell’auspicata ripresa generale dell’economia e dei consumi”.

Nessun investimento in navi è atteso per il prossimo futuro, se non per interventi di manutenzione, mentre è possibile che qualcosa avvenga sul fronte del riscatto di navi date in sale & lease back negli anni passati. “Sarebbe l’investimento migliore ma in questo momento preferiamo mantenere il buon livello di liquidità che abbiamo all’interno della d’Amico International Shipping. Tanto le condizioni per il riscatto delle navi sono lì e possiamo anche approfittarne nei prossimi anni”.

Nicola Capuzzo

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