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La flotta di Rimorchiatori Riuniti Panfido forse non dovrà cambiare casa al porto di Venezia

La flotta e gli uffici della società Rimorchiatori Riuniti Panfido, la società concessionaria dell’attività di rimorchio portuale a Venezia, potrebbero non essere costretti a trasferirsi.

Secondo quanto riporta infatti La Nuova di Venezia e Mestre l’Autorità di sistema portuale starebbe provvedendo a una integrazione dell’istruttoria e per questo ha prorogato di 30 giorni l’ordine di sgombro dal canale Brentella delle imbarcazioni all’ormeggio, degli uffici e dell’officina galleggianti della società.

Nelle scorse settimane erano intervenuti per fare pressione anche i sindacati dei lavoratori che ora sperano in una decisione che confermi la precedente autorizzazione rilasciata proprio dall’Autorità portuale nel 2005 per l’utilizzo del canale Brentella ed eviti la procedura di riduzione di rimorchiatori e dei loro equipaggi che, invece, comporterebbe lo sgombro. L’ordine è arrivato lo scorso 27 dicembre alla Panfido e prevedeva 20 giorni di tempo per redigere il piano di trasferimento dei rimorchiatori e delle chiatte galleggianti. Ora i 30 giorni di proroga sono stati concessi per dare modo all’ente portuale di “provvedere a una integrazione istruttoria a termine di legge”.

Sempre secondo quanto riportato dalla stampa locale sulla legittimità dell’utilizzo di un’area demaniale portuale, come il canale Brentella, è in corso anche un’inchiesta della magistratura, ancora coperta dal segreto istruttorio, che ipotizza vari reati a carico della RR Panfido tra cui quello di abusivismo che riguarderebbe il pontone galleggiante in quanto da considerare come edificio in area Demaniale privo della necessaria autorizzazione.

Davide Calderan, vertice dell’azienda, ha recentemente paventato l’ipotesi di una riduzione dei rimorchiatori (dai 21 in dotazione oggi a 13) e degli equipaggi per un totale di circa 30 degli 80 dipendenti della società. In un incontro tenutosi in Prefettura la scorsa settimana, il segretario generale dell’Autorità di sistema portuale, Martino Conticelli, aveva preannunciato la disponibilità dell’ente portuale a incontrare i rappresentanti di RR Panfido per giungere a una soluzione che consenta di tutelare i beni demaniali da un lato, intervenendo dove sono state riscontrate difformità o situazioni non a norma, e l’operatività portuale e i livelli occupazionali connessi alle attività di rimorchio nei Porti di Venezia e Chioggia dall’altro.

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