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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Limitati e di breve durata gli effetti del blocco di Suez sull’export via mare italiano ed europeo

Il blocco del canale di Suez che la scorsa settimana ha tenuto col fiato sospeso gli scambi commerciali di mezzo mondo pare avrà un impatto limitato sulla capacità di stiva garantita dal mercato del trasporto marittimo containerizzato. Lo si apprende dall’ultimo rapporto Sunday Spotlight pubblicato dalla danese Sea-Intelligence che ha esaminato in particolare i riflessi attesi sul trade Asia-Europa confrontando i dati Trade Capacity Outlook di metà marzo, prima dell’incaglio della Ever Given, con i dati pubblicati alla fine della scorsa settimana (il ​​2 aprile).

Il grafico che riporta le variazioni della capacità di stiva settimanale prima e dopo il blocco di Suez dice che sulla direttrice Mediterraneo – Asia l’impatto immediato sembra essere un forte calo della capacità di esportazione del 60% essenzialmente nel corso della prossima settimana, ma cui farà seguito un altrettanto elevato picco successivo poiché le navi in ​​ritardo raggiungeranno i porti previsti. Passate dunque le prossime due settimane ci sarà poi un ‘effetto onda’ secondo il quale le criticità andranno progressivamente a svanire.

Per ciò che riguarda la direttrice Nord Europa – Asia gli esportatori stanno affrontando un imminente calo della capacità di esportazione di quasi l’80%, cui faranno seguito due settimane di capacità in uscita dal Vecchio Continente molto superiore rispetto al normale. Un imminente brusco calo della capacità di esportazione lascerà sicuramente una quantità significativa di merci destinate all’export bloccate in Europa per una o due settimane fino a quando non sarà possibile imbarcarle.

In sintesi dunque, secondo Sea-Intelligence, “guardando ai trade Asia-Europa e Asia-Mediterraneo, nelle prossime settimane la capacità di esportazione disponibile verso Oriente non è significativamente, ma nella settimana 19 (quella del 10 maggio, ndr) assisteremo a un impatto importante perché molte saranno le navi che arriveranno in ​​ritardo in Asia e genereranno sostanzialmente una tornata di partenze a vuoto (blank sailing)”.

Gli esportatori europei sono dunque invitati a considerare l’entità del calo di capacità di stiva che dovranno affrontare nel breve termine e di conseguenza pianificare le rispettive catene logistiche tenendo a mente che una parte considerevole del carico in export dovrà probabilmente attendere 1/2 settimane prima che sia fisicamente possibile imbarcarlo su una nave diretta in Asia.

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