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Venduti a Vulcano Shipyard i due bacini galleggianti di Fincantieri a Palermo

Si è conclusa positivamente la gara indetta lo scorso gennaio dalla AdSP del Mare di Sicilia Occidentale per conto della Regione Siciliana per la vendita dei due bacini galleggianti (da 19.000 e 52.000 tonnellate di portata lorda) del porto di Palermo. Ad essersi aggiudicata le due strutture, in disuso da anni, è Vulcano Shipyard, società […]

di Nicola Capuzzo
17 Maggio 2021
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Si è conclusa positivamente la gara indetta lo scorso gennaio dalla AdSP del Mare di Sicilia Occidentale per conto della Regione Siciliana per la vendita dei due bacini galleggianti (da 19.000 e 52.000 tonnellate di portata lorda) del porto di Palermo.

Ad essersi aggiudicata le due strutture, in disuso da anni, è Vulcano Shipyard, società pure di Palermo guidata dall’amministratore unico Antonino Adorno. Poche le informazioni disponibili on line sull’azienda, che però sembra essere riconducibile alla stessa famiglia Adorno cui fanno capo anche le società Adormare (attiva in vari campi, dalla cantieristica navale al trasporto marittimo) e Sicilship, avendo tutte e tre la sede allo stesso indirizzo.

Secondo quanto riferito dall’Ansa, la vendita si sarebbe conclusa a un importo pari alla metà di quello a base d’asta (che era di 3,077 milioni, di cui 1,036 per il bacino più piccolo e di 2,041 per quello più grande).

Resta da capire quali siano i piani di Vulcano Shipyard per i due bacini, considerato che i periti incaricati di valutarli allo scopo della vendita li avevano descritti come in stato “di degrado” (le condizioni del bacino più grande sono definite addirittura disastrose).

Entrato in servizio nel 1953, il più piccolo (19mila tpl) risulta infatti inattivo dal 2011, mentre il ‘collega’ da 52mila Tpl, solo di poco più giovane (essendo entrato in operatività nel 1957), è fermo dal 2008. Per entrambi la stessa perizia allegata al bando di gara consigliava la vendita per demolizione, non essendo più economicamente vantaggioso un loro eventuale recupero.

Dopo la firma del contratto, in ogni caso il nuovo proprietario Vulcano Shipyard dovrà rimuovere dallo specchio d’acqua del porto il bacino da 19 mila tonnellate entro 45 giorni e il più grande entro 75 giorni.

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