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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Nel porto di Bari consegnata da Negrini la benna più grande d’Italia (FOTO)

Alla Impresa Portuale Metropolitana (Ipm) del porto di Bari è stata appena consegnata da l produttore emiliano Negrini la benna più grande operativa sulle banchine italiane. “Si tratta di una benna da 47 metri cubi, in grado di garantire per ogni ciclo di scarico lo sbarco di 33 tonnellate di grano, per ritmi di lavoro quotidiani fino a 18 ore” racconta a SHIPPING ITALY Massimo Negrini, amministratore dell’omonima azienda con sede a Castelfranco Emilia (Modena) che le produce. Uno dei suoi primi impieghi nello scalo pugliese è stato per lo sbarco di granaglie da una nave bulk carrier da 33.000 tonnellate di portata. Il primato precedente in Italia era una benna da 35 metri cubi consegnata ormai circa un decennio fa al Terminal Rinfuse Genova.

Per l’impresa portuale guidata da Pasquale Divella (un cognome che rimanda alla stessa famiglia che guida il noto pastificio) si è trattato di un investimento di circa 120mila euro e Negrini è riuscito a imporsi sulle offerte concorrenti di altri fornitori ad esempio tedeschi e olandesi. “Lo staff tecnico del terminal portuale ha valutato che la nostra benna elettro-idraulica risultava quella tecnologicamente più avanzata ed era in grado di garantire la massima resa con il minimo consumo di energia” spiega ancora Negrini. Che poi tiene a sottolineare come la sue azienda abbia brevettato il ‘remote control industria 4.0’ che permette all’utilizzatore della benna così come al produttore di ricevere su Pc o dispositivo mobile informazioni in tempo reale, eventuali segnali di allarme, tagliandi, necessità d’interventi e altro. “Questa tecnologia consente al cliente di inserire l’investimento della benna fra le attrezzature che godono delle detrazioni fiscali previste dal programma ‘Industria 4.0’ e quindi vedersi rimborsato in tre anni l’investimento sotto forma di imposte non pagate “.

Negrini, dopo aver fornito nel recente passato anche diverse attrezzature per l’ex-Ilva (oggi Acciaierie d’Italia) a Taranto, in questi giorni era di nuovo in Puglia perché da diverse imprese portuali stanno arrivando richieste per la fornitura di benne e di polipi con dimensioni e prestazioni da record per il mercato italiano. “Fino a un paio d’anni fa si lavorava prevalentemente all’estero mentre ultimamente in Italia c’è grande richiesta di attrezzature per gru portuali grazie, come detto, anche alla spinta del programma Industria 4.0” conclude il produttore emiliano che nei mesi a venire lavorerà ancor più in sinergia con il produttore Italgru, a sua volta particolarmente attivo nella produzione e vendita di macchine di sollevamento portuali nel nostro Paese.

N.C.